Forums Forums


Précédent   Forums > Général > Rubrica in Italiano

Rubrica in Italiano incha Allah in questa rubrica saranno postati tutte informazioni o sugetti in lingua italiana

Réponse
 
LinkBack Outils de la discussion Modes d'affichage
  #1 (permalink)  
Vieux 10/08/2008, 12h18
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Thumbs down Aafia Siddiqui: Rapita coi suoi tre bambini, torturata a Bagram, deportata negli Usa

بسم الله الرحمن الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Aafia Siddiqui: Rapita coi suoi tre bambini, torturata per 5 anni a Bagram, deportata negli Usa per un processo-farsa


Aafia Siddiqui, nata a Karachi, in Pakistan, il 2 marzo 1972, è una dei tre figli di Mohammad Siddiqui, un medico laureato in Inghilterra, e di Ismet. È madre di tre bambini.
Aafia si recò in Texas nel 1990, per raggiungere suo fratello, e dopo aver studiato per un anno all’università di Houston si trasferì al MIT. Sposò poi Mohammed Amjad Khan, uno studente di medicina. Si laureò alla Brandeis University prima di conseguire un dottorato al Massachusetts Institute of Technology.
A causa delle difficoltà, per i Musulmani, di vivere negli Usa dopo l’11 settembre, Aafia e suo marito tornarono in Pakistan.
Essendo sopraggiunti dei problemi coniugali, Aafia e il marito divorziarono quando la donna si trovava all’ottavo mese di gravidanza del suo terzo bambino. Aafia e i bambini andarono a vivere nella casa della madre di lei.
Dopo aver dato alla luce il suo terzo figlio, Aafia rimase a casa di sua madre per il resto dell’anno, poi decise di ritornare negli Usa con i bambini, intorno al dicembre 2002, per cercare lavoro nell’area di Baltimora, dove sua sorella aveva trovato un impiego al Sinai Hospital.
Quando gli Americani catturarono Khalid Sheikh Mohammad, Aafia e i suoi bambini scomparvero. Un articolo sulla stampa pakistana in lingua Urdu sostenne da subito che la donna e i bambini erano “sotto custodia” delle autorità pakistane; in altri termini: rapiti.
Secondo quanto riportato da diverse associazioni per la difesa dei diritti umani, si stima che il presidente pakistano Musharraf abbia venduto, dall’inizio dell’aggressione contro l’Afghanistan, almeno 600 persone sospettate di terrorismo alla Cia.
Come raccontano i familiari, Aafia, insieme ai suoi tre bambini, lasciò la casa materna, a Gulshan-e-Iqbal, il 30 marzo 2003; dovevano prendere un volo per Rawalpindi, ma non raggiunsero mai l’aeroporto. Fonti che preferiscono mantenere l’anonimato dichiarano che Aafia fu rapita dai servizi segreti, e consegnata nelle mani di agenti americani.
Aafia Siddiqui era scomparsa da più di un anno, quando l’FBI (che già la deteneva illegalmente con i figli nel centro di tortura di Bagram, in Afghanistan) aggiunse ipocritamente le sue fotografie nella lista dei “most wanted”, i più ricercati del pianeta, per presunti legami con Al-Qa’ida.
La stampa al servizio della disinformazione, in seguito ad una conferenza dell’FBI, montò una storia, sostenendo che la scienziata sarebbe stata addirittura al centro di un traffico di diamanti in Liberia, nel 2001. Ma l’avvocata della famiglia possiede dei documenti che provano come Aafia si trovasse a Boston proprio la settimana in cui – secondo la ricostruzione fasulla – avrebbe dovuto essere in Liberia a trafficare diamanti.
Improvvisamente, martedì scorso, Aafia è “ricomparsa” dinanzi ad un tribunale di New York, per rispondere dell’accusa di “tentato omicidio e aggressione” nei confronti di agenti americani. Rischia 20 anni di prigione.
Ma come è arrivata negli Usa?
Secondo la versione fornita dai mass media al servizio della disinformazione, L'Fbi sostiene di non aver avuto tracce della Siddiqui dal momento della “scomparsa”, nel 2003. Il capo di imputazione che la incrimina per terrorismo e tentato omicidio, parla di un arresto il 17 luglio a Ghazni, in Afghanistan. La donna sarebbe stata bloccata dalla polizia locale: sarebbe stata trovata in possesso di documenti sulla preparazione di esplosivi. La Siddiqui, per l'Fbi, avrebbe anche avuto con sé liquidi e gel non meglio precisati e descrizioni di edifici di New York.
Il giorno dopo, 18 luglio, secondo gli atti presentati alla Corte federale del Southern District, a Manhattan, due agenti dell'Fbi, due ufficiali dell'Esercito Usa e due traduttori si sarebbero recati a interrogare la donna a Ghazni. Nella stanza degli interrogatori, la donna sarebbe riuscita a impossessarsi del mitragliatore M-4 di uno dei militari e, gridando «Allahu Akbar», lo avrebbe puntato sugli agenti. Un interprete sarebbe riuscito a deviare l'M-4 mentre la donna apriva il fuoco e un militare le avrebbe sparato “per legittima difesa”. La Siddiqui sarebbe stata ferita al torace, ma non gravemente.
Ma la versione fornita dai familiari della sorella è drammaticamente diversa: in realtà, Aafia è stata prigioniera per anni nella base americana di Bagram, in Afghanistan. «Le torture e gli stupri a cui l'hanno sottoposta negli ultimi 5 anni sono crimini che superano tutti quelli che le imputano», ha detto la sorella di Aafia, Fauzia, ai giornalisti di Karachi, durante una conferenza stampa. Anche un'avvocata che assiste la Siddiqui a New York, Elaine Whitfield Sharp, ha dichiarato: “Sapevamo da molto tempo che Aafia si trovava a Bagram. Molto tempo. La mia cliente ha dichiarato di avervi trascorso degli anni, sotto custodia americana; il trattamento riservatole è stato orribile”.
L’avvocata ha particolarmente insistito sulle condizioni di salute di Aafia. In particolare, dopo essere stata colpita, non ha ricevuto cure mediche appropriate e la ferita si è infettata. La donna è estremamente debole, eppure le vengono negate le visite a cui avrebbe diritto.
Perfino i contatti tra l’avvocata e la sua cliente sono stati problematici. Si sono parlate soltanto in una cella, con un vetro a separarle, e l’unico contatto possibile è stato attraverso la porticina per passare il cibo. Come dice l’avvocata: “Dovevamo parlare a voce bassa, coscienti di essere videoregistrate. In questa situazione, mi è stato impossibile comunicare con la mia cliente”.
Aafia e i suoi bambini sparirono nel 2003. Il secondo marito di Aafia si trova anch’egli, secondo quanto riferito dagli Usa, detenuto per “terrorismo”, a Guantanamo...
L’FBI estorse il nome di Aafia a Khalid Sheikh Mohammad sotto tortura.
Cosa è successo ai bambini??? Il più piccolo, al momento della cattura era un neonato di 9 mesi, il più grande, Ahmed, aveva 7 anni. La famiglia di Aafia non ha mai più avuto alcuna notizia di loro.
Secondo quanto riferito dal sito Cageprisoners, Ahmed, che oggi ha soltanto 12 anni, è detenuto illegalmente in Afghanistan, ora senza più nemmeno sua madre, nonostante la sua cittadinanza americana.
Gli Usa rifiutano di liberarlo e di riaffidarlo in custodia ai suoi parenti, in Pakistan. Cosi come rifiutano di fornire informazioni relative ai suoi due fratellini rapiti...


YÂ MU'TASIMA!!!
Réponse avec citation
  #2 (permalink)  
Vieux 26/08/2008, 15h20
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Par défaut Una testimonianza per Aafia

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Assalamu 'alaykum waRahmatullah
riportiamo di seguito un articolo sulla nostra sorella Aafia Siddiqui, dal quotidiano il manifesto del 13.08.08



È il lato oscuro degli Usa
Ferita e in catene, la «prigioniera 650» alla sbarra a New York

JOHN ANDREW MANISCO/LUCIO MANISCO


«The Dark Side», «Il Versante Oscuro» di Jane Mayer, pubblicato il mese scorso negli Stati Uniti, documenta le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, l'abrogazione del «Bill of Rights» e delle garanzie costituzionali perpetrate dall'amministrazione Bush dopo l'11 settembre sotto l'egida della lotta al terrorismo. Il titolo richiama la minacciosa battuta del vicepresidente Dick Cheney subito dopo l'attentato alle Torri gemelle: «Ora l'America dovrà entrare nel versante oscuro della sua storia».

In tribunale ferita e in catene
Abbiamo quindi avuto la guerra dell'Afghanistan e all'Iraq, Abu Grahib, Bagram, Guantanamo, la tortura istituzionalizzata sotto diverso nome dagli editti della Casa Bianca e il trasferimento segreto in carceri straniere dei sospettati di terrorismo a opera della Cia. Ma il dramma su cui si è levato il sipario il 5 agosto in un aula del tribunale federale del distretto di Manhattan sta rivelanto quanto tenebroso sia stato quel «versante» e quanto inarrestabile per disumanità sia stata «la discesa all'inferno degli Stati uniti d'America», nelle parole dell'avvocato Elizabeth Fink.
Davanti al giudice Ronald L. Ellis è stata portata una donna pakistana in catene di 36 anni, ferita alle spalle da due colpi di arma da fuoco, macilenta, tremante e in stato di choc: risponde al nome di Aafia Siddiqui. Non è un nome nuovo alle cronache dell'antiterrorismo. L'ex ministro alla giustizia John Ashcroft la identificò nel 2004 come militante di Al-Qaida, latitante, coinvolta nell'attentato alle Due Torri e in altri complotti terroristici negli Stati uniti. Un breve profilo diffuso dal Fbi la descriveva come «nota scienziata» laureata in neurologia al Massachussetts Institute of Technology e alla Brandeis University negli Stati uniti, e madre di tre figli. La notizia della sua latitanza era stata apparentemente falsificata per motivare lo stato d'«allarme giallo» proclamato da Ashcroft: in realtà Aafia Siddiqui era stata catturata insieme ai tre figli a Karachi dai servizi segreti pakistani nel marzo 2003 e consegnata a personale militare statunitense che l'aveva trasferita nella famigerata prigione all'interno della base di Bagram, in Afghanistan. La notizia del suo arresto era stata data dalle autorità pakistane, non era stata confermata da quelle americane che avevano mantenuto il silenzio assoluto fino ad una clamorosa smentita diramata lo scorso mese. E' stata questa smentita a provocare una vera e propria crisi diplomatica tutt'ora in corso tra Islamabad e Washington. Diverse fonti negli ultimi cinque anni hanno attestato in termini terrificanti la sua presenza come «prigioniera numero 650» in quello diventato tristemente famoso come «il dipartimento torture» del carcere di Bagram. Imram Khan, l'ex campione pakistano di cricket presentatosi poi come candidato alla presidenza contro Musharraf, l'ha chiamata «la signora in grigio», «quasi un fantasma, uno spettro le cui urla e i cui pianti continuano a tormentare i sonni di chi li ascoltò». Un detenuto riuscito ad evadere raccontò poi ad una stazione televisiva araba di avere visto più volte la donna mentre veniva trascinata in catene da soldati americani lungo un corridoio che portava alle latrine del carcere, «poi la riportavano nella sua cella e lei sembrava impazzita, piangeva e batteva freneticamente i pugni sulla porta».


«Torturata per cinque anni»

La sorella Fauzia residente a Karachi ha dichiarato: «E' stata violentata e torturata per cinque anni, non sappiamo nulla del destino dei suoi tre figli. Si tratta di un crimine inaudito, peggiore di qualsiasi altro crimine di cui possa essere stata mai accusata». Nel tribunale di Manhattan il pubblico ministero Christopher L. Lavigne ha ribadito dal canto suo il 5 agosto, che «la signora Siddiqui fino al 22 luglio scorso, data del suo arresto, non era stata mai detenuta dalle autorità americane», ma la versione da lui fornita sulle circostanze della sua presunta cattura due settimane fa non è solo inverosimile ma sfida qualsiasi logica. Dunque Aafia Siddiqui sarebbe stata arrestata davanti ad una stazione di polizia afghana e trovata in possesso di alcune fiale di sostanze chimiche sospette, di una lista di bersagli «sensibili» negli Stati uniti e del «manuale anarchico per la fabbricazione di bombe». Nessuna spiegazione fornita del perché una scienziata laureata in neurologia, nota per il suo estremismo islamico, passeggiasse con questo materiale nella borsetta davanti ad un commissariato di polizia. Più incredibile il prosieguo della versione del pubblico ministero: due agenti del Fbi, due militari americani e due interpreti si presentano in una sede governativa per interrogare la donna e non si acorgono che lei si trova dietro una tenda da cui esce urlando «Allah è grande»; impadronitasi di un fucile mitragliatore appoggiato sul pavimento da un militare Usa, apre poi il fuoco senza colpire nessuno. Viene a sua volta abbattuta con due colpi di pistola automatica calibro nove da uno degli interpreti. L'avvocato difensore Elizabeth Fink indica la donna gracile che non pesa più di quaranta chili, seduta in evidente stato di choc con un velo scuro sul capo e ammanettata nell'aula del tribunale e chiede al giudice: «Questa storia è palesemente assurda: lei come fa a crederci?». Arriva secca la replica del magistrato: «Non ho alcun motivo per dubitare dell'informazione fornitami dalla pubblica accusa». Vengono quindi respinte la richiesta di rilascio in libertà provvisoria e l'esigenza di cure speciali per le ferite riportate.

Oro colato, la versione ufficiale

Il giorno dopo i quotidiani britannici Guardian e The Independent dedicano intere pagine al caso di Aafia Siddiqui e si chiedono perché mai l'imputata non sia andata a finire a Guantanamo come «combattente nemica» e sia stata invece incriminata a New York per tentato omicidio di militari statunitensi, un reato punibile con sei o sette anni di reclusione. Più stringato e asettico il resoconto del New York Times che si limita ad osservare come altri casi di terrorismo siano stati affrontati da normali tribunali quando le prove di reati minori rendevano più certe le condanne. Nessuna menzione sul quotidiano newyorchese delle torture inflitte alla Siddiqui, in quanto vengono accolte come oro colato le smentite governative.
Réponse avec citation
  #3 (permalink)  
Vieux 26/08/2008, 15h22
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Exclamation Due petizioni per Aafia e i suoi bambini

بسم الله الرحمن الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo



Jazakillahu khayran a Khadijah, che attraverso Kelebek ci trasmette i links di due petizioni per ottenere inshaAllah la liberazione della sorella Aafia Siddiqui e dei suoi bambini:

Cageprisoners.com - serving the caged prisoners in Guantanamo Bay

Appeal for the Release of Dr. Afia Siddiqui & Her 3 Children Petition

Jazakillahu khayran anche a Noura, che segnala la storia di Aafia al sito dei bambini scomparsi:

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini

Allah ci basterà, Egli è il Migliore dei Protettori
Réponse avec citation
  #4 (permalink)  
Vieux 04/10/2008, 17h32
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Exclamation Una lettera per la liberazione di Aafia inshaAllah...

بسم الله الرحمن الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Assalamu 'alaykum waRahmatullahi Ta'ala waBarakatuHu



Care sorelle e fratelli fillah,
Chiediamo a tutti voi di scrivere alle autorità pakistane e americane, perché la nostra sorella Aafia Siddiqui e i suoi bambini inshaAllah vengano liberati al più presto.
Chiediamo anche a tutti coloro che hanno un sito di diffondere questa campagna inshaAllah, che Allah vi ricompensi, âmîn.


Per scrivere alle autorità pakistane:

- Esigere il reimpatrio immediato di Aafia Siddiqui, il suo ritorno in Pakistan, dove fu rapita.
- Esigere che i suoi bambini siano immediatamente affidati in custodia ai genitori di Aafia.
- Esigere che le vengano accordate le migliori cure mediche.
- Esigere che venga avviata un'inchiesta approfondita sulla sua "scomparsa".

Gli indirizzi:

His Excellency Ambassador Husain Haqqani
Pakistani Ambassador to the US
3517 International Court NW
Washington DC 20008
Tel: + 1 202 243 6500
Email: info@embassyofpakistanusa.org

Foreign Minister Makhdoom Shah Mahmood Qureshi
Ministry of Foreign Affairs
IslamabadPakistan
Tel: + 92 51 921 0335
Fax: + 92 51 920 7600
Email: spokesman@yahoo.com

Un esempio di lettera in inglese:

To whom it may concern,
I write to you in urgency regarding the case of Dr Aafia Siddiqui.
Dr Siddiqui was born in Pakistan and educated in the US. She is mother to three young children. Yet despite this, she was kidnapped by authorities from your government and held incommunicado for five years- away from family, friends and legal access. Subsequently, she ‘conveniently’ re-appeared in Afghanistan, accused (without charge) of committing acts of terrorism, which expediently left the involved governments with no need to explain her whereabouts previous to that point. Furthermore, two of her childrens whereabouts remain unknown, whilst her eleven year-old son, a US national, remains in custody in Afghanistan.
Dr Siddiqui is currently in a poor physical state- as a victim of years of domestic abuse, she is certainly no stranger to violence and fear.
She has suffered multiple bullet wounds, which may be infected, lost part of her intestine and endured extensive surgical incisions resulting in multiple layers of external and internal stitching. Dr Siddiqui's medical condition needs to be fully investigated by several different specialists. Physical injuries aside, her psychological injuries obviously leave deeper scars.
Dr. Siddiqui's ill health is exacerbated considerably by the humiliating and degrading strip and cavity searches that she is forced to endure before every visit in prison and trip to court. So degrading is such treatment that she has subsequently refused visits.
Complicity of Pakistani or other national security forces in such illegal activities as torture, incommunicado detentions and “extraordinary rendition”, as have been evidenced by Dr Siddiqui’s case, not only violates International Law, but common human decency.
As a daughter of the nationa, Aafia Siddiqui should be repatriated to Pakistan urgently, in light of her kidnapping from Pakistan in March 2003. Her children should also be placed in the custody of her family immediately until a time that they can be reunited with their mother.
I look forward to hearing from you in due course.
Regards,
(Firma)

Per scrivere alle autorità americane:

- Esigere che il Dipartimento di Stato compia i suoi doveri consolari
- Esigere che i bambini di Aafia Siddiqui, ivi compreso il suo figlio maggiore Ahmad, siano immediatamente affidati in custodia ai genitori di Aafia.
- Esigere che Aafia possa incontrarsi liberamente con il suo avvocato, senza alcuna interferenza e né alcun ostacolo.
- Esigere che riceva cure mediche e che possa ricevere un aiuto durante la sua detenzione, affinché le sue ferite non peggiorino, allo scopo di facilitare la sua guarigione.
- Esigere che venga trasferita dalla prigione all'Ospedale Bellevue
- Esigere che le guardie carcerarie smettano di perquisirla, date le sue attuali condizioni di salute.

Indirizzo:

The Honorable Condoleezza Rice
Secretary of StateU.S. Department of State
2201 C Street, N.W.Washington DC 20520
Tel: + 1 202 647 4000Fax: + 1 202 261 8577
Email: http://contact-us.state.gov/ask_form...secretary.html

Un esempio di lettera in inglese:

Dear Secretary of State, Condoleezza Rice,
I write to you in urgency regarding the case of Dr Aafia Siddiqui, a Pakistani national extradited from Afghanistan to the USA in August 2008 and currently in US custody.
Dr Siddiqui was educated in the US and is mother to three young American citizens. Two of her children's whereabouts remain unknown; the eldest (11 years old) is in custody in Afghanistan despite being a US national. At the very least, their status as citizens of your country, and your position of authority, necessitates that you do whatever is within your power to locate her children, and return them to the custody of their family members residing in the US.
Dr Siddiqui is currently in a poor physical state- as a victim of years of domestic abuse, she is certainly no stranger to violence and fear.
She has suffered multiple bullet wounds, which may be infected, lost part of her intestine and endured extensive surgical incisions resulting in multiple layers of external and internal stitching. Dr Siddiqui's medical condition needs to be fully investigated by several different specialists. Physical injuries aside, her psychological injuries obviously leave deeper scars.Dr. Siddiqui's ill health is exacerbated considerably by the humiliating and degrading strip and cavity searches that she is forced to endure before every visit in prison and trip to court. So degrading is such treatment that she has subsequently refused visits. I ask you, as a human being who considers herself to work for the cause of justice; can the repercussions of such inhuman conduct towards an uncharged, weak-bodied woman be anything other than negative? It is hoped that human decency would secure for Dr Siddiqui the basic medical care and humane treatment that should be afforded to all detainees, much less those who have not been convicted of any crime.Dr Siddiqui’s legal team, who should theoretically be guaranteed complete access to their client (as is necessary to mount a credible defence), still face a number of obstacles in this regard. The aim of any trial is to reach the most objective outcome, and if current restrictions remain the case, then this investigation will neither ensure that integrity is maintained or that any battle of ‘hearts and minds’ will be won. Furthermore, any involvement and collaboration of US security forces in such illegal activities as torture, incommunicado detentions and “extraordinary rendition” fulfil the interests of no party in the long run.There is a great weight of responsibility on your shoulders, so consider deeply what has been mentioned, and ponder over what subsequent actions need to be taken for even-handedness to prevail.I look forward to hearing from you in due course.
Regards,
(Firma)

Jazakillahu khayran alla sorella Al-Firdaws del forum Ansâr al-Haqq

e jazakumullahu khayran a tutti coloro che sosterranno questa campagna.

E Allah ci basta, Egli è il Migliore dei Protettori
Réponse avec citation
  #5 (permalink)  
Vieux 04/10/2008, 17h35
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Exclamation Per scrivere alla sorella Aafia inshaAllah

بسم الله الرحمن الرحيم

Assalamu 'alaykum waRahmatullahi Ta'ala waBarakatuHu.



Per scriverle:





AAFIA SIDDIQUI 90279-054 36

MDC BROOKLYN

METROPOLITAN DETENTION CENTER

P.O. BOX 329002

BROOKLYN, NY 11232









Per inviarle del denaro:






Federal Bureau of Prisons

AAFIA SIDDIQUI

90279-054 36

Post Office Box 474701

Des Moines, Iowa 50947-0001









Per firmare la petizione per la sua liberazione:


Justice for Aafia Siddiqui Petition





Jazakumullahu khayran di diffondere questa campagna inshaAllah, attraverso siti, blog, mailing lists, ecc...
Réponse avec citation
  #6 (permalink)  
Vieux 06/10/2008, 18h19
Junior Member
 
Date d'inscription: juin 2008
Messages: 23
Envoyer un message via Yahoo à irhabi_001
Par défaut

السلام عليكم ورحمه الله وبركاته

بارك الله فيك اختاه

وَلِلَّهِ الْعِزَّةُ وَلِرَسُولِهِ وَلِلْمُؤْمِنِينَ وَلَكِنَّ الْمُنَافِقِينَ لا يَعْلَمُونَ}


Réponse avec citation
  #7 (permalink)  
Vieux 14/10/2008, 16h20
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Par défaut Senatori incontrano Aafia, richiedono la sua liberazione

بسم الله الرحمن الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Senatori incontrano Aafia, richiedono la sua liberazione


DAWN - Dal nostro corrispondente

NEW YORK, Ottobre 8: Quattro senatori Pakistani martedí hanno incontrato Aafia Siddiqui, la neuroscienziata Pakistana che si trova in una struttura medica in Carswell, Texas, per una valutazione medica, ordinata da un giudice di corte americano.
Parlando ai reporters per telefono dal Texas dopo l’incontro, il leader della delegazione, Senatore Mushahid Hussain Syed ha detto: “vogliamo l’immediato rilascio di Aafia Siddiqui.”
“Non ci sono condanne di terrorismo contro di lei. Dovrebbe essere rimpatriata immediatamente in Pakistan perché i suoi diritti umani sono stati violati e gli Stati Uniti stanno acquistando una brutta immagine a conseguenza di ció,” ha detto Mr Mushahid. Ha anche riferito che l’incontro con la Sig.ra Siddiqui è durato due ore e 45 minuti. Gli altri membri della delegazione includono i Senatori S.M. Zafar, Saadia Abbasi e Talha Mahmood.
La Sig.ra Siddiqui è stata inviata in una struttura per esami psicologici domenica per ordine del giudice Judge Richard Berman per determinare se sia “in buona salute e mentalmente in grado” di affrontare un processo.
Il Pakistan ha chiesto alle autoritá Americane di inviare la Dott.ssa Siddiqui in Pakistan perché i migliori trattamenti possibili sono disponibili lí.
L’avvocato della Dott.ssa Aafia a New York ha richiesto di non inviarla in Texas dove puó essere sottoposta solo ad un esame psichiatrico, aggiungendo che ha anche bisogno di cure mediche.La Sig.ra Siddiqui non si è presentata ai processi in corte dal 4 di Settembre e le autoritá hanno informato la corte che lei ha boicottato i processi in segno di protesta contro le perquisizioni corporali.
È stata ferita all’addome da un ufficiale dopo, a quanto si dice, essersi impossessata di un’arma di un soldato americano durante l’interrogatorio in luglio ed è stata portata negli Stati Uniti per rispondere alle accuse di tentato omicidio e assalto.
Non è chiaro come si trovasse in Afghanistan. Ufficiali americani dicono che la polizia trovó dei documenti nella sua borsetta su come fabbricare esplosivi, estratti dal libro, “Anarchist’s Arsenal” e descrizioni di aree della cittá di New York.
I suoi avvocati dicono che potrebbe essere stata vittima di torture e credono che fu rapita con i suoi figli nel marzo 2003 a Karachi e segretamente tenuta in custodia durante gli scorsi cinque anni dalle autoritá Pakistane o Americane.

Jazakillahu khayran alla sorella Umm Maryam per la traduzione!!

AmatAllah (il blog-biblioteca di Umm Usama): aafia siddiqui
Réponse avec citation
  #8 (permalink)  
Vieux 14/10/2008, 16h24
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 240
Arrow Yvonne "Siddiqa" Ridley per Aafia Siddiqui

بسم الله الرحمن الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Jazakillahu khayran alla nostra sorella mujâhidah, Yvonne "Siddiqa" Ridley, per il suo impegno a favore di Aafia. (che Allah la liberi insieme ai suoi bambini, âmîn...)


Dal sito di Yvonne:

Cage prisoners ha condotto una ventina di campagne per Aafia Siddiqui negli ultimi tre anni. Dalla sua scomparsa nel marzo del 2003 a Karachi, insieme ai suoi tre bambini, l’ FBI ha continuamente negato voci sulla sua detenzione e che lei fosse in loro custodia.
Sono orgogliosa di essere una patrona di Cage Prisoners. Meno di due settimane fa prima che questo fiasco emergesse, andai in Pakistan con il direttore di Cage prisoners, Saghir Hussain, per lanciare il loro servizio “Devoid of the Rule of the Law”, alla conferenza stampa organizzata da Imran Khan.
La conferenza stampa causó una tempesta internazionale di scandalo, quando chiesi ai miei colleghi dei media Pakistani di fare pressioni sugli Stati Uniti per identificare il Prigioniero 650 e per il rilascio di Aafia Siddiqui...
(Leggi l'articolo...)


Jazakillahu khayran ukhtî Umm Maryam!!
Réponse avec citation
Réponse

Outils de la discussion
Modes d'affichage

Règles de messages
Vous ne pouvez pas créer de nouvelles discussions
Vous ne pouvez pas envoyer des réponses
Vous ne pouvez pas envoyer des pièces jointes
Vous ne pouvez pas modifier vos messages

Les balises BB sont activées : oui
Les smileys sont activés : oui
La balise [IMG] est activée : oui
Le code HTML peut être employé : non
Trackbacks are oui
Pingbacks are oui
Refbacks are oui



Fuseau horaire GMT +1. Il est actuellement 10h30.


Édité par : vBulletin® version 3.7.3
Copyright ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Friendly URLs by vBSEO 3.1.0 ©2007, Crawlability, Inc. Tous droits réservés.
Version française #17 par l'association vBulletin francophone