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بسم الله الرحمان الرحيم Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo Il raccoglimento durante la preghiera dell'Imâm Ibn Rajab al-Hanbali (rahimahullah) قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ (1) الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2) Invero prospereranno i credenti, quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… (Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 1-2) Breve nota biografica dell'autore Noto soprattutto come tradizionista e specialista del Fiqh Hanbalita, l'autore di questo libro, Ibn Rajab (rahimahullah) nacque a Baghdad nel 736 H./1335 d.C., ma si recò ancora bambino, insieme al padre, a Damasco, nel 744 H., poi al Cairo, per perfezionare la sua formazione in materia di studio del Corano e degli ahadîth, presso sapienti reputati come Ibrâhîm ibn Dâwûd al-'Attar, Shihabu-d-Dîn an-Naqib, e altri. Ibn Rajab si recò anche a Gerusalemme, e in seguito a Makkah, dove studiò presso lo shaykh 'Uthmân ibn Yûsuf, per poi trasferirsi di nuovo a Damasco per consacrarsi all'insegnamento nelle sue grandi scuole, fino alla morte, giunta nel 795 H./1392 d.C. Ibn Rajab (che Allah abbia misericordia di lui) ci ha lasciato una trentina di opere, le più grandi e voluminose delle quali riguardano il Fiqh della scuola giuridica Hanbalita, come il suo Qawâ'id al-Fiqhiyya; o la sua opera biografica sul madhhab Hanbalita intitolata adh-Dhayl 'ala tabaqât al-hanabila, un seguito di Tabaqât al-Ashab del qadî Abû-l-Husayn Ibn Ya'la, morto nel 460 H., e che contiene le biografie di 552 sapienti hanbaliti. Un quarto di tali biografie sono consacrate a devoti famosi per la loro spiritualità. Introduzione بسم الله الرحمان الرحيم Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo È a Lui che chiediamo soccorso. La Lode spetta ad Allah, Signore dei mondi. Lode ad Allah, Che perdona per Sua Grazia i peccati di coloro che Gli domandano perdono. Testimonio che non vi è altra divinità al di fuori di Allah, l'Unico, che non ha associati e a Cui nulla somiglia, e testimonio che Muhammad è il Suo Messaggero. Egli lo inviò con la guida e la religione autentica, perché trionfasse su tutte le religioni. Gli concesse la scelta tra l'essere un Profeta re, o un servitore Messaggero, ed egli (sallAllahu 'alayhi waSallam) scelse la stazione della servitù, in compagnia dei Suoi altri Messaggeri. D'altronde egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) diceva: "O mio Dio! Fammi vivere come un indigente, e fammi morire come un indigente", e ciò per mettere in risalto il prestigio di questa stazione ed i suoi meriti. Che Allah gli accordi la Grazia e la Pace, a lui, alla sua Famiglia e ai suoi Compagni, e a tutti coloro che si tengono saldamente legati alla sua "corda". Âmîn... INSHAALLAH SCARICA IL TESTO COMPLETO DEL LIBRO IN ALLEGATO |
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