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بسم الله الرحمن الرحيم Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo Trascrizione dell’intervista rilasciata dall’Amîr dell’Organizzazione di Al Qa’ida nel Maghreb Islamico, Abû Muss‘ab ‘Abd al-Wadûd (hafizahullah), al New York Times (luglio 2008) Le domande dell’intervista sono state inviate via e-mail, e le risposte sono state trasmesse tramite registrazione audio, via internet. Così è stata proposta dal New York Times (tradotta in inglese): http://www.nytimes.com/2008/07/01/wo...a/01transcript Queste sono invece le risposte originali, in arabo: http://graphics8.nytimes.com/package...ipt_arabic.pdf Perché vi siete affiliati ad Al Qa’ida? La Lode spetta ad Allah. Che la pace e le benedizioni siano sul Messaggero di Allah, sulla sua famiglia, sui suoi Compagni e su tutti coloro che lo prendono per alleato. Seguitando (amma ba’d): In risposta alla vostra domanda, diciamo: come non affiliarsi ad Al Qa’ida, quando Allah ci ha ordinato l’unità, la mutua assistenza, l’aiuto reciproco, e la lotta contro gli idolatri in ranghi serrati, così come essi ci combattono nel quadro di coalizioni militari e consorzi economici e politici? E come potremmo non affiliarci ai nostri fratelli, quando la maggioranza delle nazioni si sono alleate contro i Musulmani? Esse hanno spezzato la loro unità, diviso le loro terre, hanno sottratto loro dalle mani la moschea di Al Aqsâ, hanno saccheggiato i loro beni e corrotto i loro costumi. Inoltre, osservate i crimini che si perpetuano a Gaza, in Iraq, in Afghanistan, in Somalia e altrove, perpetrati sotto l’egida della coalizione giudeo-crociata. Ma non appena i Musulmani si raggruppano per difendere le loro persone, vengono biasimati per essersi uniti, sono accusati di formare dei conglomerati e sono denigrati per essersi alleati. Dunque: sì, noi consideriamo doveroso affiliarci ad Al Qa’ida, per condurre le nostre battaglie sotto una stessa bandiera e sotto un comando unificato, allo scopo di essere capace di far fronte (al nemico): la coalizione fa fronte alla coalizione e l’unificazione fa fronte all’unificazione. Così, l’affiliazione era per noi una necessità legale, impostaci dal Libro del nostro Signore e dalla Sunnah del nostro Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui). È anche una necessità razionale imposta dalla realtà e dall’ordine mondiale, che non è altro che ingiustizia e che si abbatte sui Musulmani. Molti analisti e commentatori sbagliano, pensando che la nostra affiliazione non sia che il risultato di calcoli materialistici e di interessi. In effetti, noi siamo un gruppo Jihadico Salafi, che considera la Legge Islamica come fonte unica delle nostre decisioni, prima di qualsiasi cosa. Che cosa avete guadagnato dalla vostra relazione con Al Qa’ida, e reciprocamente cos’ha guadagnato Al Qa’ida dalla vostra alleanza? Come abbiamo menzionato nella nostra prima risposta, la nostra affiliazione non è stata un mercato attraverso cui tratte profitti, come cercano di promuovere molti di coloro che si autoproclamano esperti dei grandi gruppi jihadisti, quando al contrario sono molto lontani da una reale comprensione della corrente Salafi jihadista. Detto ciò, possiamo dire che, dopo questa alleanza, abbiamo raggiunto diversi obiettivi, i più importanti dei quali sono: In primo luogo: Noi riteniamo di aver guadagnato il compiacimento di Allah l’Altissimo, e ciò obbedendo alla Sua ingiunzione: Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi... (Corano III. Âl-‘Imrân, 103) Perciò, se non vi fosse stato in questa alleanza altro che questo scopo, non avremmo esitato a realizzarla. In secondo luogo: Abbiamo preparato una condizione, una delle cause della vittoria. Se la divergenza e la divisione sono, nella nostra religione, delle cause di debolezza e di sconfitta: ...e non siate discordi, ché altrimenti vi scoraggereste e verrebbe meno la vostra risolutezza... (Corano VIII. Al-Anfâl, 46), il raggruppamento è (invece) una causa di forza e di vittoria. Questa è una regola della creazione, che perfino i miscredenti hanno realizzato, e queste coalizioni e consorzi internazionali non ne sono che un’illustrazione. Noi Musulmani dobbiamo prioritariamente soddisfare questa regola e agire di conseguenza. In terzo luogo: Con questo raggruppamento, abbiamo provocato afflizione e pena nei nostri nemici apostati, giudei e crociati. Ecco qualcuno dei nostri numerosi obiettivi. Noi, come i nostri fratelli di Al Qa’ida, speriamo di aver ottenuto il compiacimento del nostro Signore, la fiducia della nostra Comunità e il terrore presso i nostri nemici. Da ciò che abbiamo capito, il contatto che fu stabilito tra Abdel Malek Droukdal (nome anagrafico di Abu Muss‘ab ‘Abd al-Wadûd, ndt) e Abu Muss‘ab az-Zarqawi nel 1994-1995, per e-mail, avrebbe giocato un ruolo privilegiato nella vostra affiliazione ad Al Qa’ida. È vero? La data che indicate è errata, forse volete dire 2004-2005?... Sì, non neghiamo il ruolo centrale giocato dal martire della Ummah Abu Muss’ab az-Zarqawi, che Allah abbia misericordia di lui, durante i primi stadi del processo di affiliazione, e chiediamo ad Allah di ricompensarlo con la migliore delle ricompense per tutto ciò che ha fatto per l’Islâm, il Jihâd, la Ummah. Tuttavia, non sminuiremo neppure gli sforzi di molti (altri) fratelli, poiché il processo di affiliazione si è poggiato su diversi canali e contatti stabiliti con altri fratelli, che Allah li ricompensi. Abu Leith al-Libi e ‘Attiyah AbderRahman hanno aiutato nello stabilire un contatto con Al Qa’ida? Non vogliamo citare delle persone in particolare, poiché vi è stato il contributo di molti fratelli per stabilire il collegamento con i fratelli di Al Qa’ida, e vi sono stati diversi canali che hanno permesso ciò, e la Lode spetta ad Allah. Da ciò che ci viene riferito, avete dei legami continui con i capi di Al Qa’ida nel Waziristan, è vero? Qual è la natura delle informazioni che scambiate? Abbiamo cura di tenerci in contatto con i nostri fratelli, che ciò sia in Afghanistan, in Irâq, o su qualsiasi altro fronte. Il nostro programma è unico, e ciò impone un aiuto reciproco, un mutuo consiglio, il fatto di consultarsi e condividere le reciproche esperienze, oltre a coordinare gli sforzi per far fronte alla guerra mondiale crociata contro la Ummah Islamica. Al Qa’ida vi fornisce un sostegno sul terreno? Se sì, di quale natura? Noi e Al Qa’ida formiamo un solo corpo, ed è assolutamente normale che ci si rinforzi reciprocamente, che essi ci sostengano come noi li sosteniamo, attraverso tutte le manifestazioni di assistenza, lealtà, consiglio e supporto. Avete del sostegno in Europa? Se sì, in che misura e di che genere? Sì, vi sono dei simpatizzanti in Europa e altrove, così come della gente della massa dei Musulmani simpatizzano con Al Qa’ida, perché la sua causa è giusta. La maggior parte dei Musulmani, ivi compresi quelli residenti in Europa, si oppongono alla crociata condotta dall’America e detestano i regimi arabi collaboratori che opprimono i loro popoli e hanno venduto la causa palestinese sul mercato delle concessioni. Tuttavia, conviene menzionare che coloro che sono imprigionati dai governi europei, che ciò sia in Spagna, in Francia, in Italia, in Gran Bretagna, o altrove, con la pretesa che sarebbero legati alla nostra organizzazione, tutto ciò non è altro che menzogna, imbroglio e ingiustizia. Il problema risiede nel fatto che i governi europei si sono messi a giudicare i Musulmani sulla base delle intenzioni e della simpatia che potrebbero provare per le cause Musulmane. E ciò non fa che confermare l’odio religioso crociato che anima l’occidente e manda in pezzi tutti gli slogans pomposi con cui gli occidentali si sono riempiti la bocca, quali la libertà, la tolleranza, i diritti dell’uomo, la giustizia... tutti questi slogans artificiali con cui ci hanno assordato per anni e anni. Di quanti combattenti in attività disponete? Disponiamo, lode ad Allah, di un numero sufficiente di combattenti per sconfiggere i nostri nemici. Non è importante parlare di centinaia o di migliaia, perché il fattore numerico nelle guerre condotte con il dogma dell’Unicità è uno degli ultimi e più deboli fattori dal punto di vista dell’impatto sull’equazione vittoria-sconfitta. Abbiamo un Sublime Corano, una Sunnah purificata e una storia ricca, contenenti un’enorme riserva di esperienze e di esempi che dimostrano tutti quanti che la vittoria dei credenti attraverso le generazioni che si sono succedute dall’epoca del Profeta Mûsâ (Mosè), pace su di lui, fino ai nostri giorni, proviene da Allah (‘azza waJalla). Allah dice: ...Non c’è vittoria se non da parte di Allah. Allah è Potente e Saggio (Corano VIII. Al-Anfâl, 10) Se Allah vi sostiene, nessuno vi può sconfiggere... (Corano III. Âl-‘Imrân, 160) Così, la vittoria non proviene dai credenti stessi, o dal loro numero importante, o dall’abbondanza dell’equipaggiamento. Non molto tempo fa, e in Algeria in particolare, la Francia se n’è andata nel 1962, dopo la guerra di liberazione, sconfitta, soggiogata, nonostante fosse all’epoca, e sia fino ad oggi, il terzo o quarto esercito del mondo, e nonostante le forze dei Mujâhidîn in Algeria fossero diminuite negli ultimi anni della rivoluzione, e indebolite rispetto agli anni 1957-58, che rappresentano l’apogeo della rivoluzione e i punto massimo della sua potenza. Oggi, siete testimoni di diverse guerre condotte contro l’Islâm in vari paesi, e per le quali l’osservatore non può attribuire alcun ruolo significativo al fattore numerico per ciò che riguarda i Mujâhidîn. Fatte tutte queste precisazioni, menzioniamo comunque che disponiamo di un immenso vivaio di uomini, e tale vivaio si allarga, cresce e si propaga giorno dopo giorno. Attingiamo da questo vivaio secondo il bisogno e secondo l’equipaggiamento disponibile. Per ciò che riguarda le cifre fornite dal ministero dell’interno (algerino), è sufficiente menzionare che non si tratta se non di un ammasso di impappinamenti e contraddizioni, una parte delle quali smentisce l’altra, e in cui ogni aggiornamento annulla le dichiarazioni precedenti, rendendo tutto ciò argomento di scherno tra la gente. Da dove provengono i vostri combattenti? La maggior parte dei nostri Mujâhidîn sono Algerini, e vi è un numero non trascurabile di fratelli mauritaniani, libici, marocchini, tunisini, maliani e nigeriani. Qual è il numero dei vostri combattenti che sono tornati dai campi di battaglia in Irâq? Ciò che propagano i mass media, come dicerie secondo le quali vi sarebbe una grande proporzione di combattenti in Irâq che sarebbero tornati per unirsi a noi, tutto ciò è inesatto. Vi è invece un numero ridottissimo e limitato di fratelli che hanno combattuto in Irâq, e poi ci hanno raggiunto. Tra questi combattenti, qual è il numero di coloro che sono stati rilasciati dal governo (algerino) nel quadro del programma “pace e riconciliazione”? Se parlate di coloro che sono tornati dall’Irâq, il loro numero è limitato come ho già detto, e nessuno tra loro è stato rilasciato dal governo. Invece, se intendete coloro che sono stati rilasciati dal governo nel quadro di ciò che viene chiamata “riconciliazione”, e poi hanno raggiunto il Jihâd, sono molto numerosi, e la Lode spetta ad Allah! E questa è una prova del fatto che il programma di riconciliazione tanto promosso da Bouteflika è un fallimento totale e che la causa del Jihâd è ancora viva nel cuore dei Musulmani in Algeria. Quali sono i vostri obiettivi? Allah (‘azza waJalla) dice: Combatteteli finché non ci sia più fitna, e la religione sia tutta per Allah (Corano VIII. Al-Anfâl, 39) La discordia (fitna) evocata qui è il politeismo, come hanno spiegato gli esegeti. Il nostro primo obiettivo è quello di applicare la Legge del Signore dell’universo e realizzare l’adorazione di Allah (che siano esaltate la Sua Potenza e la Sua Magnificenza). I nostri obiettivi generali sono quelli del comando centrale di Al Qa’ida, a voi ben noti. Per ciò che concerne il Maghreb Islamico in particolare, i nostri obiettivi sono numerosi, ma il più importante è quello di salvare i nostri Paesi dalle grinfie di questi regimi criminali che hanno tradito la religione e i popoli, questi regimi che non sono altro che delle emanazioni della colonizzazione che ha investito le nostre terre negli ultimi due secoli e che ha in seguito instaurato questi regimi al potere perché governino per suo conto e procura. Questi regimi che applicano i programmi coloniali, vegliano sugli interessi occidentali e combattono per delega l’Islâm. Questa regione non sarà mai stabile finché i suoi popoli non godranno della loro libertà, della loro dignità, della sicurezza all’ombra dell’Islâm. Queste condizioni di stabilità non saranno riunite con queste figure corrotte e corruttrici che hanno dimostrato nel tempo la loro incapacità a realizzare il minimo riavvicinamento tra i popoli in qualsiasi dominio. Noi formiamo una sola comunità, la nostra religione è unica, la nostra lingua è una, la nostra storia è comune, mentre la nostra terra è stata suddivisa dai colonizzatori in piccoli Stati, e dopo mezzo secolo di illusoria indipendenza, noi vediamo una chiara volontà degli agenti della colonizzazione di rafforzare questa scissione e un complotto per allargare e scavare il fossato tra i popoli. La questione del Sahara occidentale ne è il migliore esempio. È stupefacente vedere il potere marocchino fare del suo meglio per annettere il Sahara occidentale, che è governato dai Sahraouis, mentre mantiene un silenzio complice sull’occupazione di Ceuta e Melilla, da parte dei crociati spagnoli. La situazione è la stessa per quanto riguarda l’Algeria, il cui governo pretende di sostenere vigorosamente il principio del diritto dei popoli all’autodeterminazione, mentre ha recentissimamente rifiutato di riconoscere l’indipendenza del Kosovo, contro l’entità serba criminale, malgrado il fatto che il popolo kosovaro Musulmano abbia scelto l’indipendenza nel corso di elezioni supervisionate dall’amministrazione americana, le Nazioni Unite e la NATO. Per questo, figura tra i nostri obiettivi il fatto di porre termine a questo gioco e a queste politiche insensate e cieche, così come di salvare il nostro Maghreb Islamico dal programma che hanno preparato per distruggerlo. Allo stesso tempo, aspiriamo a liberare il Maghreb Islamico dai figli della Francia e della Spagna e da tutti i capi del tradimento e della collaborazione, a proteggerlo dalle mire esterne e dall’egemonia crociata. Progettate degli attacchi contro gli interessi americani in Algeria? Quando abbiamo preso le armi, abbiamo dichiarato guerra agli agenti dei crociati tra i dirigenti che sono usciti (in combattimento) contro l’Islâm e hanno perpetrato i crimini di corruzione, tirannia, alto tradimento nei confronti della religione e della Ummah. Abbiamo affermato di voler restituire all’Islâm il suo posto nei nostri Paesi, di rendere al Qur’ân il suo ruolo di fonte di giudizio tra gli individui e di restituire alla Ummah i suoi diritti saccheggiati. Tuttavia, ciò che è accaduto in seguito, è stato che tutto l’Occidente, ivi compresa l’America, è accorso per soccorrere il potere che lavorava per conto dell’occidente stesso fin dall’inizio. Gli ha dunque fornito ogni tipo di sostegno e l’ha incoraggiato, sostenuto dal Congresso. La questione non si è limitata a ciò, perché è evoluta fino all’intervento diretto. Ci siamo ritrovati nella lista nera dell’amministrazione americana, posti sotto l’appellativo “terroristi”. Abbiamo poi visto questa amministrazione costruire delle basi militari nel sud del Paese, fare manovre militari, saccheggiare il nostro petrolio, e pianificare per aver mano libera sul nostro gas naturale. Poi, vi è stata l’inaugurazione di una sezione dell’FBI nella capitale del nostro Paese, poi la messa in atto di una campagna di evangelizzazione senza precedenti che mira ai nostri giovani, per far loro cambiare religione e per fabbricare delle minoranze religiose. L’ambasciata degli Stati Uniti ad Algeri ha assunto le stesse prerogative attribuite a quelle di Baghdad o Kabul: interventismo nella politica interna, pianificazione, orientamento e tutto ciò che segue questa politica. Tutto ciò per uccidere lo spirito del Jihâd e della resistenza nei Musulmani, e – in fin dei conti – mettere le mani sulle risorse energetiche che si trovano da noi. Forse che l’America ci ha lasciato una scelta, dinanzi a questa aggressione palese, secondo voi? Non vi è dubbio che la risposta sarà negativa. Così, è oggi nostro diritto, addirittura nostro dovere, respingere con tutte le nostre forze questa campagna crociata, e proclamiamo chiaramente che gli interessi americani sono degli obiettivi legittimi per noi, e spiegheremo tutti i nostri sforzi per colpirli in ogni modo possibile, così come siamo certi che l’America perderà la guerra contro di noi, così come ha perso in Afghanistan e in Irâq. È lei l’aggressore, che ha iniziato il male e l’ingiustizia, e l’ingiustizia è una delle maggiori cause di scomparsa degli Stati, anche se sono Musulmani. Che dire allora dell’America, che riunisce la miscredenza e l’ingiustizia? ...Gli ingiusti vedranno ben presto il destino verso il quale si avviano (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ’, 227) Progettate dei nuovi attacchi sul territorio americano? Se l’amministrazione americana considera la guerra da essa condotta sulle terre musulmane una cosa legittima, che cosa potrebbe farci pensare che portare la guerra sul suo territorio non sia legittimo? Che tutti siano rassicurati: non esiteremo un istante a prenderla di mira, appena se ne presenti l’occasione, e ciò in qualsiasi luogo sulla terra. Noi diciamo anche al popolo americano che il governo di Bush conduce verso nuove calamità: Se cercate realmente la vostra sicurezza, e vi preoccupate della vostra quiete, ascoltate attentamente il discorso del nostro shaykh e comandante, Usama bin Ladin (che Allah lo protegga), che vi ha consigliato di smettere di sostenere Bush e la sua politica, così come di far cadere il vostro governo, che ha invaso le terre musulmane. In caso contrario, sappiate che Bush e la sua politica non possono che condurvi verso un inferno e una distruzione. Qual è il peso della vostra organizzazione nel Maghreb? Beneficiate di un grande sostegno? Sì, riceviamo un sostegno e un aiuto dalla nostra Ummah Islamica nel Maghreb, questa Ummah generosa che ha sacrificato, e continua a sacrificare, i suoi migliori figli sui campi del Jihâd. E senza questo aiuto, la nostra lotta contro questo regime collaboratore e i suoi padroni non avrebbe potuto durare 16 anni senza interruzione, e ciò malgrado il sostegno francese e americano a livello materiale e di informazioni, nonostante la coalizione dei regimi del Maghreb e del Sahel contro di noi. La regione occidentale (dell’Africa) è testimone di un risveglio Jihadista benedetto in Mauritania, Libia, Niger, dopo che la Ummah e i suoi giovani si sono resi conto dell’ampiezza della collaborazione per conto dei Crociati e il degrado del tradimento di questi regimi nei confronti dei popoli. Secondo le nostre stime, il governo algerino ha avuto un introito di 120 miliardi di dollari, provenienti dalla vendita di petrolio e di gas. Qual è la vostra opinione in merito? E che cosa ne dice delle voci che si levano per criticare il governo a causa della sua incapacità di utilizzare questi guadagni in programmi che almeno possano fornire del lavoro agli algerini? Ciò fa parte dei maggiori crimini e saccheggi nei confronti della nostra Ummah. Fa parte delle maggiori pratiche di saccheggio e di brigantaggio cui si abbandonano questi governi di delinquenti. Il Paese naviga su un mare di petrolio e di gas, e le cifre degli introiti non smettono di aumentare, anno dopo anno, mese dopo mese, ma noi osserviamo il paradosso insolito per cui l’andamento dei profitti petroliferi aumenta nello stesso tempo in cui il livello di vita degli abitanti si degrada. Questa situazione conduce logicamente a porre la seguente domanda: Dove vanno a finire, allora, i guadagni del gas e del petrolio?! Il Ministro algerino delle finanze ha affermato qualche mese fa di non sapere dove vadano a finire questi capitali!! E poco tempo dopo questa dichiarazione, le alte sfere del potere hanno voluto rettificare questo scandalo, affermando che il 60% di tali guadagni si trovano in banche americane, e il 40% restante sono dispersi tra la Gran Bretagna, la Francia e il Giappone. Comprendete allora chi è il primo beneficiario del montante dei 120 miliardi di dollari? Sono le economie americana ed europea, e ciò che resta va a profitto del secondo gruppo di beneficiari, che sono i grandi malfattori sparsi nelle istituzioni ufficiali, cominciando dalla Presidenza della Repubblica, passando per il Ministero dell’Energia e del Commercio, fino al Ministero della Difesa, i cui generali hanno il monopolio del commercio degli stupefacenti, del traffico delle merci, dei prodotti farmaceutici, del furto di denaro pubblico attraverso tecniche di appropriazione indebita, tangenti e diverse commissioni occulte. Come potrebbe il Paese beneficiare di questa manna, quando lo stesso presidente è un malfattore con dei precedenti giudiziari? In effetti, negli anni 80, era ricercato dalla corte per la repressione dei crimini economici, e la sua storia è nota. Dunque, riassumendo, gli introiti del denaro proveniente dalle materie prime reca beneficio in primo luogo alle economie americana ed europea, in un secondo tempo vengono saccheggiati dai malviventi che governano il Paese, e una terza parte è destinata alla lotta contro il Jihâd e i Mujâhidîn, attraverso l’acquisizione di armi che non vengono rivolte che contro i Musulmani, così come di aerei che non cessano di bombardare i migliori figli della Ummah nelle montagne. In quanto alla situazione deprimente della gente, essa non cambierà; la povertà continuerà ad incancrenire i corpi della Ummah e le imbarcazioni della morte continueranno a gettare i giovani disperati in mare. Incombe dunque a tutti i nobili della comunità tra gli intellettuali, i sindacalisti, gli studenti e i predicatori, di resistere a questo saccheggio e di incitare la comunità al Jihâd e al martirio per recuperare i diritti depredati. È anche dovere dei giovani Musulmani di non optare per la politca della fuga e dell’esilio clandestino, ma piuttosto di prendere le armi per recuperare i loro diritti e respingere l’influenza di questi collaboratori. Che cosa rispondete ai vostri avversari, che sostengono che il governo ha enormemente indebolito le vostre capacità sul terreno? Come esempio, si cita il fatto che non vi siano state grandi operazioni l’11 aprile (di quest’anno)... Il governo algerino può mentire come vuole all’opinione pubblica, può dispiegare tutti i suoi sforzi per dissimulare le realtà del terreno, ma ciò che non può nascondere è che i suoi soldati sono uccisi continuamente e che le bombe dei Mujâhidîn ne falciano decine ogni mese, che le sue istituzioni ufficiali sono state colpite e saranno ancora colpite col permesso di Allah. Allo stesso modo, gli è impossibile assicurare la protezione degli interessi occidentali, che subiranno la loro parte di attacchi, come è stato il caso per l’ONU, il centro dell’Interpol, l’ambasciata di Israele a Mouakchott, gli ostaggi tedeschi, poi austriaci. Tanto per ricordare, non è la prima volta che ripetono queste parole. Sono tanti anni che essi descrivono i Mujâhidîn come dei residui, dei gruppuscoli, ecc... mentre il rinnovato vigore jihadista di questi ultimi anni ha permesso di svelare l’ampiezza della falsificazione praticata dal governo con la complicità dei mass media algerini, che non sono indipendenti, in particolare per ciò che riguarda le informazioni relative alla sicurezza, che sono controllate dai servizi segreti. Per ciò che riguarda la questione dell’11 aprile, e il fatto che non avremmo potuto colpire quest’anno in tale data, naturalmente non siamo stupidi al punto in cui il nostro nemico dovrebbe decidere la data in cui noi dovremmo colpire. Siamo piuttosto noi, con il permesso e la forza di Allah, che fissiamo il luogo e il momento, e che gli apostati e i loro padroni si aspettino dei colpi condotti dagli eroi dell’Islâm al momento e nel luogo appropriati. Alcuni individui hanno criticato gli attacchi dell’11 dicembre ad Algeri, poiché essi hanno provocato la morte di innocenti. Come giustifica lei queste azioni? Noi non siamo folli, per prendere di mira i nostri fratelli Musulmani! Piuttosto, abbiamo lasciato le nostre case e intrapreso questo cammino difficile e lungo, e abbiamo sacrificato le nostre persone, i nostri sforzi, il nostro tempo, soltanto per difendere i Musulmani e per preservare le loro persone e ciò che è loro sacro. Questa menzogna ripetuta dai mass media è in se stessa lontana da ogni veridicità, e il suo scopo è quello di calunniarci e di isolarci dalla comunità, affinché essa non provi della simpatia nei nostri confronti. Se volessimo davvero colpire i civili, potremmo falciare centinaia di persone in un colpo solo, mirando ai mercati, ai trasporti pubblici e in occasione di raduni di massa. I nostri obiettivi nella lotta sono estremamente chiari, sono gli obiettivi militari, le istituzioni ufficiali del governo e gli interessi occidentali. Dispieghiamo tutte le nostre capacità nei nostri attacchi, perché nessun Musulmano sia toccato. Ma il governo e i mass media mentono alla gente. Dicono per esempio che quelli che sono caduti nella sede dell’ONU erano dei civili, mentre in realtà il 95% delle persone colpite erano gente che lavorava per questa sede, tra i Crociati, i poliziotti e le guardie, ivi compresi quelli in civile. Tutte queste persone non sono “civili”. Ve ne erano anche alcuni che operavano nel consiglio costituzionale miscredente. Essi sono, nella bilancia della Legge Islamica, in guerra e animosità contro l’Islâm. Quelli che sono stati colpiti a Batna, quando è stato preso di mira Bouteflika, erano dei poliziotti e degli agenti dei servizi segreti in tenuta civile; forse che questi sono civili? Si tratta di una menzogna e di una calunnia ricorrenti... e ripetute nello stesso modo dall’America e dal governo apostata dell’Irâq, quando per esempio essi mettono da parte 30 poliziotti apostati che cadono, per concentrare il rapporto su un Musulmano che è stato colpito senza intenzione. Peggio ancora, in molti casi fanno passare dei poliziotti che sono caduti per dei civili. Tutto ciò non è altro che una calunnia e una guerra mediatica. Ci teniamo a rassicurare i nostri fratelli Musulmani, che nessun male li colpirà da parte dei loro fratelli Mujâhidîn, ma noi sacrificheremo piuttosto le nostre persone e il nostro sangue per difenderli e proteggerli dai figli della Francia e dagli agenti dell’America. Che la nostra Ummah Musulmana sappia che noi siamo in guerra contro gli apostati e i loro padroni Crociati, e può accadere che degli errori non intenzionali si producano in questa guerra, errori per i quali chiediamo il perdono di Allah, e presentiamo delle scuse alla nostra comunità. Avete rivisto la vostra strategia sotto una forma o un’altra, per far fronte al sostegno americano al governo algerino, per esempio attraverso la sorveglianza elettronica e gli apparecchi per la visione notturna? Certamente, procediamo ad una valutazione periodica della nostra strategia. Disponiamo di un consiglio di consultazione e di un consiglio di stato maggiore che si riuniscono ogni volta per definire le grandi linee e la strategia del momento, così come vi è un bilancio delle tappe precedenti, e una correzione delle lacune, tenendo conto degli ultimi sviluppo sulla scena del Jihâd. Gli Stati Uniti sono entrati nel conflitto e hanno delle basi in Algeria e altrove (anche se il governo smentisce e pretende altrimenti). Forniscono all’esercito algerino un equipaggiamento sofisticato, addestrano le forze di sicurezza nel Sahara, e forniscono loro delle informazioni e una sorveglianza aerea. Da parte nostra, noi poniamo la nostra forze in Allah in primo luogo, e poniamo la nostra fiducia in Lui: ...Ed è in Allah che i credenti pongono la loro fiducia (Corano III. Âl-‘Imrân, 122) Allah è più grande dell’America, e né l’America né nessun altro ci fa paura. Detto ciò, non trascuriamo le cause, e dispieghiamo i nostri sforzi per pianificare appropriatamente, allo scopo di far fronte a questa alleanza satanica contro l’Islâm e i Musulmani. Che l’America sappia che quando essa si impantanerà in una guerra con i figli di Yussuf Ibn Tashfin e i discendenti di Tariq ibn Ziyad, la regione del Maghreb si infiammerà sotto i suoi piedi, col permesso di Allah, e noi lanceremo un appello ai figli del Maghreb Islamico per far gustare la polvere agli americani, affinché questi ultimi aggiungano al loro dossier colmo di sconfitte un altro cocente fallimento. Quali sono le vostre maggiori realizzazioni oggi, e quali sono i fallimenti più considerevoli? Noi riteniamo che la nostra maggiore realizzazione consista nel fatto che il Jihâd continui nel Maghreb Islamico, e ciò da 16 anni, e sia oggi in piena evoluzione e progressione. Siamo riusciti, col favore di Allah, a trasformare questo Jihâd da una lotta locale ad una causa regionale. Abbiamo ampliato il nostro campo d’azione a tutto il Maghreb e nel Sahel, per contribuire ad un risveglio jihadista regionale. I Mujâhidîn sono riusciti, attraverso i loro sacrifici e il loro sangue, a preservare la fiaccola del Jihâd e a passarsi la bandiera di generazione in generazione, rivivificando il dovere dimenticato nei cuori dei Musulmani. Noi siamo oggi ad un punto in cui le domande affluiscono verso di noi da parte dei Musulmani per realizzare delle operazioni di martirio. Vediamo in Mauritania, in Marocco, in Algeria, in Tunisia, dei giovani e dei Musulmani che sostengono la nostra causa, pronti a sacrificare le loro persone e i loro beni nella via dell’assistenza all’Islâm. Noi consideriamo ciò come uno dei nostri più grandi successi. Un’altra realizzazione è l’unità portata a compimento con i nostri fratelli, una tappa importante verso il Califfato ben guidato. Noi non abbiamo ceduto e non ci siamo indeboliti, e siamo rimasti fermi sulla via; abbiamo anche fatto progredire il nostro Jihâd e ravvivato la sua causa nei cuori della gente della Ummah, dopo che essa si era spenta per un periodo. Si tratta di un’evoluzione fondamentale nella regione, ringraziamo Allah di averci permesso di contribuire alla sua realizzazione e Lo preghiamo di essere tra coloro che Egli ha descritto in questi termini: Quanti Profeti combatterono affiancati da numerosi discepoli senza perdersi d’animo per ciò che li colpiva sul sentiero di Allah, senza infiacchirsi e senza cedere! Allah ama i perseveranti (Corano III. Âl-‘Imrân, 146) In quanto al fallimento, noi non conosciamo fallimento. Poiché il vero fallimento è la collaborazione di questi regimi, che hanno tradito la loro religione e la loro comunità. La comunità si è resa conto del loro tradimento, della corruzione che li caratterizza e che propagano, e del loro aiuto reciproco con i nemici dell’Islâm. Un grande tasso di boicottaggio delle elezioni recenti, una grande opposizione alle politiche governative da parte della popolazione, la morte di centinaia di giovani in alto mare nel corso degli esilii clandestini, i sollevamenti popolari a ripetizione – il più recente dei quali a Chlef -, tassi record di povertà e di disoccupazione, gli scioperi sindacali che si moltiplicano e l’abisso che si scava giorno dopo giorno tra il popolo e il governo, tutti questi segnali sono delle indicazioni del fallimento reale che è diventato il marchio di fabbrica di tutti i governi collaboratori del Maghreb Islamico. Tuttavia, se si dovesse parlare di insuccesso e di fallimento nel nostro cammino jihadista, si dovrebbe menzionare senza dubbio la nostra incapacità, dopo tanto tempo, di ottenere il martirio, per raggiungere coloro che ci hanno preceduti nella via del sacrificio e del martirio. Signor nostro! Non lasciare che i nostri cuori si perdano dopo che li hai guidati e concedici misericordia da parte Tua. In verità Tu sei Colui che dona (Corano III. Âl-‘Imrân, 8) Jazakumullahu khayran RafidaynCenter – Fronte Mediatico Islamico Mondiale ...e inshaAllah non dimenticateci nei vostri du'a!! Shahâdah |
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