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Vieux 12/07/2008, 17h38
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Par défaut Il Raccoglimento Durante La Salat

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Il raccoglimento durante la preghiera

dell'Imâm Ibn Rajab al-Hanbali
(rahimahullah)




قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ (1) الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2)

Invero prospereranno i credenti,
quelli che si raccolgono umilmente durante la salât…
(Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 1-2)



Breve nota biografica dell'autore

Noto soprattutto come tradizionista e specialista del Fiqh Hanbalita, l'autore di questo libro, Ibn Rajab (rahimahullah) nacque a Baghdad nel 736 H./1335 d.C., ma si recò ancora bambino, insieme al padre, a Damasco, nel 744 H., poi al Cairo, per perfezionare la sua formazione in materia di studio del Corano e degli ahadîth, presso sapienti reputati come Ibrâhîm ibn Dâwûd al-'Attar, Shihabu-d-Dîn an-Naqib, e altri.

Ibn Rajab si recò anche a Gerusalemme, e in seguito a Makkah, dove studiò presso lo shaykh 'Uthmân ibn Yûsuf, per poi trasferirsi di nuovo a Damasco per consacrarsi all'insegnamento nelle sue grandi scuole, fino alla morte, giunta nel 795 H./1392 d.C.

Ibn Rajab (che Allah abbia misericordia di lui) ci ha lasciato una trentina di opere, le più grandi e voluminose delle quali riguardano il Fiqh della scuola giuridica Hanbalita, come il suo Qawâ'id al-Fiqhiyya; o la sua opera biografica sul madhhab Hanbalita intitolata adh-Dhayl 'ala tabaqât al-hanabila, un seguito di Tabaqât al-Ashab del qadî Abû-l-Husayn Ibn Ya'la, morto nel 460 H., e che contiene le biografie di 552 sapienti hanbaliti. Un quarto di tali biografie sono consacrate a devoti famosi per la loro spiritualità.






Introduzione


بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

È a Lui che chiediamo soccorso. La Lode spetta ad Allah, Signore dei mondi. Lode ad Allah, Che perdona per Sua Grazia i peccati di coloro che Gli domandano perdono.

Testimonio che non vi è altra divinità al di fuori di Allah, l'Unico, che non ha associati e a Cui nulla somiglia, e testimonio che Muhammad è il Suo Messaggero. Egli lo inviò con la guida e la religione autentica, perché trionfasse su tutte le religioni. Gli concesse la scelta tra l'essere un Profeta re, o un servitore Messaggero, ed egli (sallAllahu 'alayhi waSallam) scelse la stazione della servitù, in compagnia dei Suoi altri Messaggeri.

D'altronde egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) diceva: "O mio Dio! Fammi vivere come un indigente, e fammi morire come un indigente", e ciò per mettere in risalto il prestigio di questa stazione ed i suoi meriti.

Che Allah gli accordi la Grazia e la Pace, a lui, alla sua Famiglia e ai suoi Compagni, e a tutti coloro che si tengono saldamente legati alla sua "corda". Âmîn.


CAPITOLO 1

Felici sono gli uomini dai cuori infranti

In effetti Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) ha lodato nel Suo Libro coloro che danno prova di umiltà dinanzi a Lui, che si sentono affranti dinanzi alla Sua Onnipotenza e che si abbassano umilmente dinanzi a Lui.

Allah ('azza waJalla) ha detto:

إِنَّهُمْ كَانُوا يُسَارِعُونَ فِي الْخَيْرَاتِ وَيَدْعُونَنَا رَغَبًا وَرَهَبًا وَكَانُوا لَنَا خَاشِعِينَ (90)

…In verità tendevano al bene, Ci invocavano con amore e trepidazione ed erano umili davanti a Noi (Corano XXI. Al-Anbiyâ', 90)

Ha detto anche (subhânaHu waTa'ala): (…)

وَالْخَاشِعِينَ وَالْخَاشِعَاتِ وَالْمُتَصَدِّقِينَ وَالْمُتَصَدِّقَاتِ ... أَعَدَّ اللَّهُ لَهُمْ مَغْفِرَةً وَأَجْرًا عَظِيمًا

…i timorati e le timorate, quelli che fanno l'elemosina e quelle che fanno l'elemosina (…) sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 35)

Ha definito anche i credenti umili servitori, che si raccolgono dinanzi a Lui con timore e reverenza, compiendo i loro migliori atti d'adorazione e osservandoli con regolarità e fedeltà:

قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ (1) الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2)

Invero prospereranno i credenti, quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… (Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 1-2)

Allo stesso modo, Allah ('azza waJalla) ha riservato a coloro che possiedono il Sapere la definizione di umili e di coloro che stanno in raccoglimento quando ascoltano le Sue Parole:

إِنَّ الَّذِينَ أُوتُوا الْعِلْمَ مِنْ قَبْلِهِ إِذَا يُتْلَى عَلَيْهِمْ يَخِرُّونَ لِلْأَذْقَانِ سُجَّدًا (107) وَيَقُولُونَ سُبْحَانَ رَبِّنَا إِنْ كَانَ وَعْدُ رَبِّنَا لَمَفْعُولًا (108) وَيَخِرُّونَ لِلْأَذْقَانِ يَبْكُونَ وَيَزِيدُهُمْ خُشُوعًا (109)

…coloro ai quali in precedenza fu data la Scienza si gettano prosternati, i volti contro la terra, quando viene loro recitato e dicono: "Gloria al nostro Signore! La promessa del nostro Signore si realizza". Cadono prosternati sui loro volti, piangendo, e la loro umiltà si accresce (Corano XVII. Al-Isrâ', 107-109)


La base del raccoglimento

Il raccoglimento ha per origine l'intenerimento del Cuore, la sua sensibilità, la sua quiete, la sua sottomissione, la sua incrinatura e bruciatura. Poiché quando il Cuore si raccoglie umilmente nel timore, segue il raccoglimento di tutte le membra e gli organi del corpo, perché essi dipendono da lui. Ciò conformemente a questa parola del Profeta (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace): "Esiste nel corpo un pezzo di carne che – quando è sano – tutto il corpo è sano, e quando è corrotto tutto il corpo è corrotto, ed è il Cuore".

Così, quando il Cuore si raccoglie con timore reverenziale (taqwâ), tutto si raccoglie con lui: l'udito, la vista, la testa, il viso, l'insieme degli organi e tutto ciò che essi esprimono, ivi comprese le parole. Ecco, d'altra parte, perché il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) diceva durante la prosternazione in preghiera: "Il mio udito, la mia vista, il mio spirito e le mie ossa si raccolgono per Te".

Un uomo tra i Salaf (pii predecessori) disse, vedendo un orante che giocava con le mani in piena preghiera: "Se il Cuore di quest'uomo fosse raccolto, tutte le sue membra farebbero lo stesso".
È ciò che è stato riportato da Hudhayfa (che Allah sia soddisfatto di lui) e da Sa'îd ibn al-Musayyid.


Il raccoglimento del cuore

Al Mas'udi riportò da Abu Sana, da 'Ali ibn Abi Talib (radiAllahu 'anhu), a proposito del senso delle Parole di Allah ('azza waJalla):

الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2)

Quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… (Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 2)

che si tratta del raccoglimento del Cuore, della bontà verso l'individuo Musulmano e del fatto di non voltarsi durante la preghiera.
'Ata Ibn as-Sa'ib riferì, dall'Imâm 'Ali (radiAllahu 'anhu) che "il raccoglimento significa avere il Cuore raccolto e non voltarsi né a destra né a sinistra".

Da parte sua, 'Ali ibn Abi Talha riportò da Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu), a proposito del senso della parola divina:

الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2)

Quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… (Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 2)

che ciò significa che sono colmi di timore e di quiete.

Abu Shawdhab riferì a questo proposito, da al-Hasan, che "il raccoglimento guadagnava i loro cuori; è per questo che hanno abbassato lo sguardo dinanzi a Lui durante la salât".

Ibn Abi Najih riportò da Mujâhid, a proposito del senso delle Parole divine:

وَكَانُوا لَنَا خَاشِعِينَ (90)

… ed erano umili davanti a Noi (Corano XXI. Al-Anbiyâ', 90)

che ciò significa che si raccoglievano umilmente dinanzi ad Allah ('azza waJalla).

Del resto, Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) ha applicato nel Suo Libro l'aggettivo khâshi'a (raccolta) alla terra:

وَمِنْ آَيَاتِهِ أَنَّكَ تَرَى الْأَرْضَ خَاشِعَةً فَإِذَا أَنْزَلْنَا عَلَيْهَا الْمَاءَ اهْتَزَّتْ وَرَبَتْ

Fa parte dei Suoi segni la terra che vedi come prosternata (khâshi'a خَاشِعَةً). Poi, quando facciamo scendere l'acqua, palpita e rigonfia… (Corano XLI. Fussilat, 39)

Così, il fatto che la terra si agiti e si gonfi le toglie la sua attitudine prostrata, e ciò dimostra che è la prostrazione che aveva costituito lo stato del suo riposo e del suo abbassamento.
Lo stesso vale per il Cuore: quando si raccoglie le sue passioni e le sue fissazioni negative generate dall'attaccamento al desiderio si assopiscono e si placano. Esso allora si infrange e si sottomette ad Allah, sbarazzandosi dei sentimenti alteri di superbia e di orgoglio che racchiudeva. E quando questo sollievo raggiunge il Cuore, tutte le membra e gli organi, e anche tutti i movimenti, compresi i suoni e le vibrazioni che emettono, si raccolgono e si assopiscono.
Ciò al punto tale che Allah ('azza waJalla) ha applicato il termine khush' (raccoglimento) ai suoni e alle voci, in questa Parola:

وَخَشَعَتِ الْأَصْوَاتُ لِلرَّحْمَنِ

…Le voci si faranno basse (si raccoglierano, khasha'at خَشَعَتِ) davanti al Misericordioso (Corano XX. Tâ-Hâ, 108)

Così, dunque, il raccoglimento (Khushu') delle voci è il loro silenzio e il loro abbassamento dopo essere state elevate. Del resto, Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) ha applicato il termine indicante il raccoglimento (khushu') anche ai visi dei miscredenti e alla loro vista, nel Giorno della Resurrezione:

خَاشِعَةً أَبْصَارُهُمْ تَرْهَقُهُمْ ذِلَّةٌ ذَلِكَ الْيَوْمُ الَّذِي كَانُوا يُوعَدُونَ (44)

Con gli sguardi umili (abbassati, khâshi'a خَاشِعَةً), coperti di vergogna: questo è il Giorno che è stato loro promesso (Corano LXX. Al-Ma'ârij, 44)


Il raccoglimento che raggiunge tutte le membra

Ciò dimostra che il raccoglimento (Khushu') può raggiungere tutte le membra. Tuttavia, se l'uomo ostenta il raccoglimento a livello delle membra e degli organi, avendo però un Cuore completamente vuoto e privo di tale attitudine, questo tipo di raccoglimento non è che ipocrisia e dissimulazione.
È d'altronde un comportamento contro cui i pii predecessori cercavano rifugio e che si sforzavano di evitare. Così, uno di essi diceva: "Cercate rifugio presso Allah contro il raccoglimento ipocrita". Quando gli venne chiesto: "E in cosa consiste il raccoglimento ipocrita?", rispose: "È quando tu vedi che il corpo è raccolto, ma il Cuore non lo è".

Vedendo un giovanotto che abbassava la testa, 'Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) gli disse: "O Tale! Alza la testa, poiché il raccoglimento apparente non accresce ciò che esiste nel Cuore. Così, colui che manifesta un raccoglimento che non esiste nel suo Cuore non dà prova che d'ipocrisia".
Ciò significa che il raccoglimento ottenuto nel Cuore proviene dalla conoscenza di Allah, della Sua Onnipotenza, della Sua Maestà e della Sua Perfezione.

Perciò, più si conosce Allah ('azza waJalla), più ci si raccoglie dinanzi a Lui. Ecco perché il raccoglimento nei cuori differisce secondo il grado di conoscenza di Colui davanti a Cui essi si raccolgono, e in funzione dell'attitudine di questi cuori dinanzi agli Attributi Divini che implicano il raccoglimento.

Così, vi sono coloro che si raccolgono perché stanno molto attenti alla prossimità di Allah ('azza waJalla) al Suo servo, e sanno che Allah ('azza waJalla) conosce il segreto di questo servo e non ignora nulla della sua coscienza intima, e ciò fa sì che questo servo provi pudore dinanzi ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato), e faccia attenzione a Lui in tutti i suoi movimenti e i suoi momenti di riposo.
Vi sono anche coloro che si raccolgono perché vedono la Sua Perfezione e la Sua Bellezza, da cui il loro assorbimento nel Suo Amore e nella nostalgia del Suo incontro e della Sua visione.

Vi sono infine coloro che si raccolgono perché vedono il Suo grande Rigore, la Sua Vendetta e il Suo Castigo, che implica che si sia timorosi dinanzi a Lui.

Bisogna tuttavia sapere che Allah ('azza waJalla) è Colui che riconforta coloro che hanno i cuori spezzati per Lui. Egli è Colui che si avvicina all'orante che cerca la Sua confidenza in preghiera e che sprofonda il suo viso nella sabbia prosternandosi dinanzi a Lui; Egli è anche Colui che Si avvicina ai Suoi servi che Lo implorano, che Gli rivolgono suppliche e che Gli domandano all'alba di perdonare i loro peccati.
E Allah ('azza waJalla) esaudisce le loro implorazioni e accetta le loro domande, poiché nulla riconforta l'incrinatura del servo come l'esaudimento e l'avvicinamento.


Dove devo cercarTi, mio Dio?

L'Imâm Ahmad ibn Hanbal (rahimahullah) riporta nel suo libro az-Zuhd (la Rinuncia), da 'Umar al-Qasir: "Mûsâ (Mosè, pace su di lui) disse: "Oh Signore! Dove devo cercarTi?". Allah ('azza waJalla) gli rispose: "Cercami presso coloro che hanno il cuore infranto per Me. Poiché Io ogni giorno Mi avvicino a loro di un braccio. Altrimenti, si annienterebbero"."

Ibrâhîm ibn al-Juayd riportò nel suo Libro sull'Amore, da Ja'far Ibn Sulaymân: "Sentii Malik ibn Dinar dichiarare: Il Profeta Mûsâ ('alayhi-s-salâm) disse: "O mio Dio! Dove devo cercarTi?". Allah (che Egli sia Esaltato) gli rivelò: "CercaMi presso coloro che hanno il cuore infranto per Me poiché Io, ogni giorno, Mi avvicino a loro di un braccio. Altrimenti, si annienterebbero"."
Ja'far aggiunse: "Chiesi a Malik ibn Dinar: Come sono coloro che hanno i cuori infranti? Mi rispose: Ho interrogato il mio maestro ed egli mi ha detto: l'ho chiesto a colui che ha interrogato 'Abdullah ibn Salam (radiAllahu 'anhu) riguardo a coloro che hanno il cuore infranto, ed egli ha risposto: Sono coloro i cui cuori sono infranti per l'amore di Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato)".


CAPITOLO 2

La pazienza e la soddisfazione

Esistono nella Sunnah autentica delle testimonianze attestanti la prossimità ad Allah ('azza waJalla) dei Cuori affranti dalle prove, e che accettano il Decreto divino e sono soddisfatti delle sue esigenze.

In effetti, è riportato nel Sahîh di Muslim, da Abû Hurayra (radiAllahu 'anhu), che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Nel Giorno della Resurrezione, Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) dirà: "O figlio di Adamo! Ero malato e non Mi sei venuto a trovare…". Il figlio di Adamo risponderà: "Come avrei potuto venirTi a trovare, quando Tu sei il Signore dei mondi!?". Allah ('azza waJalla) gli dirà: "Non sai che il Mio servo Tale si era ammalato e tu non sei andato a trovarlo? Non sai che, se tu fossi andato a trovarlo, Mi avresti trovato presso di lui?"…".

Allo stesso modo, Abû an-Na'im riportò da Hamza e Ibn Shawdhab che "Allah (che Egli sia Esaltato) rivelò a Mûsâ (Mosè, pace su di lui): "Sai perché ti ho eletto tra gli uomini affidandoti il Mio Messaggio e la Mia Parola?". Mûsâ ('alayhi-s-salâm) rispose: "No, mio Signore!". Allah ('azza waJalla) gli disse: "Perché nessuno è stato così umile e modesto verso di Me come te"."


Il raccoglimento e la scienza benefica

Questa attitudine modesta di Mûsâ ('alayhi-s-salâm) costituisce il Khushu' (raccoglimento). Ciò è anche la scienza benefica e la prima parte della conoscenza che lascerà la terra prima dell'avvento della fine del mondo. In effetti, an-Nisa'i riporto da Jubayr Ibn Nafir e 'Awf ibn Malik che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) guardò un giorno il cielo e disse: "È il momento perché il sapere venga tolto". Un uomo degli Ansâr chiamato Zyad ibn Labid gli chiese: "O Messaggero di Allah! Il sapere può essere tolto dopo essere stato fissato, e dopo che i cuori l'hanno assimilato?". Il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) gli ripose: "Pensavo che tu fossi l'uomo più sapiente di Madinah". Poi evocò il traviamento dei giudei e dei cristiani, nonostante possedessero nelle loro mani il Libro di Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato).
Il narratore (dell'hadîth) aggiunse: Incontrai Shaddad Ibn 'Aws e gli parlai dell'hadîth riportato da Awf ibn Malik, ed egli commentò: "'Awf ha detto il vero. Vuoi che ti parli di ciò che sarà tolto per primo?". Risposi: "Certamente sì". Mi spiegò: "Si tratta del Khushu' (il raccoglimento), al punto che non vedrai nessuno raccolto con umiltà".

Nella versione riportata da Tirmidhi, il trasmettitore Jubayr ibn Nafi, da Abu-d-Darda' (radiAllahu 'anhu), interrogò lo stesso Shaddad, che gli disse: "Abu-d-Darda' ha detto la verità; se vuoi ti parlerò della prima parte del sapere che sarà tolta alla gente: è il Khushu'. Giungerà un tempo in cui, entrando in una grande moschea, non vedrai neanche un uomo che osservi un'attitudine di raccoglimento con umiltà". È stato detto che la versione di an-Nisa'i è più plausibile.

Sa'id ibn Bashir riportò da al-Hasan, da Shaddad ibn 'Aws, che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "La prima cosa che sarà tolta alla gente è il Khushu'". Questo hadîth è trasmesso anche da Abu Bakr Ibn Abi Maryam e Hamza ibn Habib, da Hudhayfa (radiAllahu 'anhu).

Così, dunque, la scienza utile è quella che tocca i cuori e impone loro la serenità, il timore, la sottomissione ad Allah, l'umiltà e la prostrazione dinanzi a Lui. Al contrario, quando la scienza benefica non tocca il cuore e rimane soltanto sulla lingua, è allora una prova di Allah ('azza waJalla) contro il figlio di Adamo e coloro che la coltivano, conformemente a quanto disse Ibn Mas'ûd (radiAllahu 'anhu): "Alcune persone leggono il Corano senza che esso oltrepassi il loro soffio. È soltanto quando esso tocca il Cuore e lo impregna che diviene benefico per colui che lo recita".

Al-Hasan disse: "La scienza è di due tipi: una scienza con la lingua e una scienza col cuore. È la scienza del cuore che è la scienza benefica. In auanto alla scienza della lingua, essa è la prova di Allah ('azza waJalla) contro il figlio d'Adamo".

Questo hadîth è stato riportato da al-Hasan, da Jabir e Anas (che Allah sia soddisfatto di loro), attribuendolo al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam).
Del resto l'Inviato di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) indicò che prima di noi la Gente del Libro (Ahl al-Kitâb) disponeva della Scienza. Ma non ne trassero alcun profitto, perdendo la sua finalità; poiché la Scienza avrebbe dovuto toccare e impregnare i loro cuori, perché ritrovassero il gusto della Fede e la sua utilità, interiorizzando il timore reverenziale e la sottomissione nei loro cuori. Tutto ciò perché essi lasciarono il sapere sulle loro labbra, e ciò costituisce una prova contro di loro.

È in questo senso che Allah (che Egli sia Glorificato) ha riservato nel Suo Libro il qualificativo della Khishya (timore e raccoglimento) ai Sapienti, dicendo:

إِنَّمَا يَخْشَى اللَّهَ مِنْ عِبَادِهِ الْعُلَمَاءُ

…Tra i servi di Allah solo i Sapienti Lo temono (yakhshâ يَخْشَى)… (Corano XXXV. Fâtir, 28)

Egli ('azza waJalla) ha detto anche:

أَمْ مَنْ هُوَ قَانِتٌ آَنَاءَ اللَّيْلِ سَاجِدًا وَقَائِمًا يَحْذَرُ الْآَخِرَةَ وَيَرْجُو رَحْمَةَ رَبِّهِ قُلْ هَلْ يَسْتَوِي الَّذِينَ يَعْلَمُونَ وَالَّذِينَ لَا يَعْلَمُونَ إِنَّمَا يَتَذَكَّرُ أُولُو الْأَلْبَابِ (9)

Ma come? Chi passa in devozione le ore della notte, prosternato e ritto, timorato per l'Altra vita e speranzoso nella Misericordia del suo Signore… Di': "Sono forse uguali e coloro che sanno e coloro che non sanno?". Solo gli uomini dotati di intelletto riflettono (Corano XXXIX. Az-Zumar, 9)

Ha riservato il termine Khushu' per definire i Sapienti della Gente del Libro prima di noi:


إِنَّ الَّذِينَ أُوتُوا الْعِلْمَ مِنْ قَبْلِهِ إِذَا يُتْلَى عَلَيْهِمْ يَخِرُّونَ لِلْأَذْقَانِ سُجَّدًا (107) وَيَقُولُونَ سُبْحَانَ رَبِّنَا إِنْ كَانَ وَعْدُ رَبِّنَا لَمَفْعُولًا (108) وَيَخِرُّونَ لِلْأَذْقَانِ يَبْكُونَ وَيَزِيدُهُمْ خُشُوعًا (109)

…coloro ai quali in precedenza fu data la Scienza si gettano prosternati, i volti contro la terra, quando viene loro recitato e dicono: "Gloria al nostro Signore! La promessa del nostro Signore si realizza". Cadono prosternati sui loro volti, piangendo, e la loro umiltà si accresce (Corano XVII. Al-Isrâ', 107-109)

Il fatto che Allah (che Egli sia Esaltato) abbia descritto coloro che hanno ricevuto la scienza come coloro che cadono prosternati sui loro volti piangendo, e questa attitudine accresce la loro umiltà, è un elogio per coloro il cui ascolto del Libro di Allah implica il timore e l'umiltà nei loro cuori. Allah (subhânaHu waTa'ala) ha detto:

فَوَيْلٌ لِلْقَاسِيَةِ قُلُوبُهُمْ مِنْ ذِكْرِ اللَّهِ أُولَئِكَ فِي ضَلَالٍ مُبِينٍ (22) اللَّهُ نَزَّلَ أَحْسَنَ الْحَدِيثِ كِتَابًا مُتَشَابِهًا مَثَانِيَ تَقْشَعِرُّ مِنْهُ جُلُودُ الَّذِينَ يَخْشَوْنَ رَبَّهُمْ ثُمَّ تَلِينُ جُلُودُهُمْ وَقُلُوبُهُمْ إِلَى ذِكْرِ اللَّهِ

…Guai a coloro che hanno i cuori insensibili al Ricordo di Allah. Essi sono in errore evidente. Allah ha fatto scendere il più bello dei racconti, un Libro coerente e reiterante, (alla lettura del quale) rabbrividisce la pelle di coloro che temono il loro Signore e poi si distende la pelle insieme coi cuori al Ricordo di Allah… (Corano XXXIX. Az-Zumar, 22-23)

L'acquietamento dei cuori non è altro che la scomparsa dell'indurimento, a causa dell'umiltà e della dolcezza che li impregnano.

D'altra parte, Allah ('azza waJalla) biasima colui il cui cuore non si raccoglie con umiltà ascoltando e meditando il Libro di Allah. In effetti, Allah (che Egli sia Esaltato) dice:

أَلَمْ يَأْنِ لِلَّذِينَ آَمَنُوا أَنْ تَخْشَعَ قُلُوبُهُمْ لِذِكْرِ اللَّهِ وَمَا نَزَلَ مِنَ الْحَقِّ وَلَا يَكُونُوا كَالَّذِينَ أُوتُوا الْكِتَابَ مِنْ قَبْلُ فَطَالَ عَلَيْهِمُ الْأَمَدُ فَقَسَتْ قُلُوبُهُمْ وَكَثِيرٌ مِنْهُمْ فَاسِقُونَ (16)

Non è forse giunto, per i credenti, il momento in cui rendere umili i loro cuori nel ricordo di Allah e nella verità che è stata rivelata, e di differenziarsi da quelli che ricevettero la Scrittura in precedenza e che furono tollerati a lungo (da Allah)? I loro cuori si indurirono e molti di loro divennero perversi (Corano LVII. Al-Hadîd, 16)

Ibn Mas'ûd (che Allah sia soddisfatto di lui) diceva a questo proposito: "Quattro anni soltanto separavano il nostro ingresso nell'Islâm e la Rivelazione di questo Versetto che ci rivolgeva dei rimproveri". Questa tradizione è recensita da Muslim e an-Nisa'i, che aggiunge: "I credenti si misero a rimproverarsi a vicenda".

Allo stesso modo, Ibn Majah riporta una tradizione simile da Zubayr (che Allah si compiaccia di lui), che disse: "Non erano passati che quattro anni tra il loro ingresso nell'Islâm e la Rivelazione di questo versetto, in cui Allah rivolgeva loro dei rimproveri".

Del resto, molti santi uomini intesero la recitazione di questo versetto e ne furono molto colpiti: qualcuno morì a causa dell'effetto da esso causato sul cuore; altri si pentirono immediatamente per l'impatto che ne ricevettero, altri ancora si pentirono essendone immensamente rattristati. Abbiamo d'altra parte consegnato le loro storie nel nostro libro Al-Istighnâ' bi-l-Qur'ân.


La montagna scossa per il timore di Allah

Allah (che Egli sia Esaltato) ha detto:

لَوْ أَنْزَلْنَا هَذَا الْقُرْآَنَ عَلَى جَبَلٍ لَرَأَيْتَهُ خَاشِعًا مُتَصَدِّعًا مِنْ خَشْيَةِ اللَّهِ

Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l'avresti vista umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allah (CoranoLIX. Al-Hashr, 21)

A questo proposito, Abu 'Imrân al-Jawni diceva: "Per Allah! Ciò che il nostro Signore ci ha rivelato in questo Corano, se Egli l'avesse inviato alle montagne, le avrebbe annientate e appiattite".

Da parte sua, Malik ibn Dinâr recitava questo versetto, poi diceva: "Vi giuro che nessun servitore crede a questo Corano senza che il suo cuore ne sia sconvolto". Si riporta anche che al-Hasan diceva: "O figlio di Adamo! Quando Shaytân ti suggerisce di commettere un peccato, o la tua anima carnale ti tenta in tal senso, ricordati in quel mentre che Allah ('azza waJalla) ti impone di assumere la responsabilità del Suo Libro; responsabilità che – se fosse stata assunta dalle alte montagne – le avrebbe abbassate e annientate. Non l'hai inteso dire: Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l'avresti vista umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allah? Egli non ti ha proposto delle parabole se non perché tu le meditassi. Per esaltarti ed evitare, grazie ad esse, la disobbedienza ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato). È meglio per te, o figlio di Adamo, dar prova, più di chiunque altro, di umiltà e di timore reverenziale dinanzi al Richiamo di Allah, in ragione di ciò che Egli ti impone nel Suo Libro e della saggezza che Egli ti ha donato. Poiché tu devi rendere dei conti e devi andare o in Paradiso, o all'Inferno".

Del resto il Profeta (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) aveva l'abitudine di cercare rifugio presso Allah ('azza waJalla) contro un cuore che non si raccolga e non dia prova di umiltà. Infatti è riportato nel Sahîh di Muslim, da Zayd ibn Arqam, che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) diceva: "O mio Dio! Cerco rifugio presso di Te contro una scienza che non sia benefica, contro un cuore che non si raccolga e non dia prova di umiltà, contro un'anima che non si sazi e contro un'implorazione che non sia esaudita". Sono state d'altronde riportate diverse versioni simili che risalgono fino al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam).

È stato anche riportato che Ka'b al-Ahbar (radiAllahu 'anhu) disse: "Sta scritto nel Vangelo: "O 'Îsâ (Gesù, pace su di lui e su sua madre)! Ogni cuore che non si raccolga e non dia prova di umiltà, la sua scienza è inutile, la sua voce inudibile e la sua implorazione non sale al cielo"."

Allo stesso modo, Asad ibn Mûsâ scrisse nel suo libro intitolato al-Warâ' (lo Scrupolo): "Mubarak ibn Fudhala ci ha riferito che al-Hasan diceva: quando i credenti hanno ricevuto questo Richiamo da parte di Allah ('azza waJalla) vi hanno creduto, la certezza che esso implica ha raggiunto i loro cuori, e i loro corpi e la loro vista hanno dato prova di umiltà e si sono raccolti dinanzi a Lui. Per Allah! Quando li vedevi, vedevi della gente visibile e tangibile. Per Allah! Non si perdevano in dispute e vanità. Non avevano fiducia se non nel Libro di Allah. Non manifestavano ciò che non si trovava nei loro cuori. Tutto ciò che era successo era che avevano ricevuto un Ordine di Allah e vi avevano creduto. Per questo motivo Allah (che Egli sia Esaltato) ha riservato loro nel Corano la più bella delle definizioni, dicendo:

وَعِبَادُ الرَّحْمَنِ الَّذِينَ يَمْشُونَ عَلَى الْأَرْضِ هَوْنًا وَإِذَا خَاطَبَهُمُ الْجَاهِلُونَ قَالُوا سَلَامًا (63)

I servi del Misericordioso sono coloro che camminano sulla terra con umiltà e quando gli ignoranti si rivolgono loro, rispondono: "Pace!" (Corano XXV. Al-Furqân, 63)

Ciò significa che sono degli esseri magnanimi che non si lasciano andare all'imbecillità e all'idiozia. Quando qualcuno oppone loro la sua idiozia e la sua ignoranza, essi danno prova di magnanimità nei suoi confronti. Pazientano tutta la giornata con le creature di Allah. Poi, evocando le loro notti, che sono le migliori delle notti, Allah ('azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ يَبِيتُونَ لِرَبِّهِمْ سُجَّدًا وَقِيَامًا (64)

Coloro che passano la notte prosternati e ritti davanti al loro Signore (Corano XXV. Al-Furqân, 64)

Si mettono ritti in piedi per Allah ('azza waJalla), e distendono i loro visi al suolo con le lacrime che colano sulle loro guance, per timore del loro Padrone".

Al-Hasan diceva: "È per una ragione particolare che essi hanno passato la loro notte in stato di veglia, ed è per una ragione particolare che hanno passato la loro giornata nel raccoglimento. Poiché Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) ha detto:

وَالَّذِينَ يَقُولُونَ رَبَّنَا اصْرِفْ عَنَّا عَذَابَ جَهَنَّمَ إِنَّ عَذَابَهَا كَانَ غَرَامًا (65)

Coloro che invocano: "Signore, allontana da noi il castigo dell'Inferno (Jahannam), ché in verità questo è un castigo perpetuo…" (Corano XXV. Al-Furqân, 65)

Bisogna sapere – aggiungeva al-Hasan – che tutto ciò che colpisce il figlio d'Adamo e poi lo lascia, non è un supplizio permanente (gharama). Il supplizio permanente è quello che si attacca a lui finché i cieli e la terra esisteranno.

Per Allah – non c'è altra divinità al di fuori di Lui! Queste persone sono nel vero. Perciò, operate il bene e state in guardia dalle illusioni e dalle false speranze – che Allah abbia Misericordia di voi!
Poiché Allah non ha onato alcun bene ad un servitore unicamente per esaudire la sua richiesta".

E aggiungeva: "Se soltanto questa esortazione germogliasse nei cuori!...".


CAPITOLO 3

Il raccoglimento durante la preghiera

Allah (che Egli sia Esaltato) ha prescritto ai Suoi servi varie forme di adorazione in cui si manifesta il raccoglimento dei corpi a causa del raccoglimento, della sottomissione, dell'umiltà e dell'attitudine umile del cuore.
Di tutte queste forme di adorazione, ciò appare più nettamente nella preghiera.
Allah (che Egli sia Esaltato) ha lodato coloro che si raccolgono umilmente nella loro preghiera dicendo:


قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ (1) الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2)

Invero prospereranno i credenti, quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… (Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 1-2)

Abbiamo già menzionato alcune parole dei pii predecessori (Salaf) che spiegano il raccoglimento durante la salât. Aggiungiamo qui altre spiegazioni che vanno nello stesso senso.
Ibn al-Haya riportò da Yasir ibn 'Ata che per Sa'id ibn Jubayr l'espressione divina quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… significa: si dimostrano umili al punto tale che ciascuno di essi ignora chi si trovasse alla sua destra o alla sua sinistra, e non si volta, talmente è assorbito dal raccoglimento dinanzi ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato).
Allo stesso modo, Ibn al-Mubarak riporto da Abu Ja'far e Layth che Mujahid diceva a proposito della Parola divina:

وَقُومُوا لِلَّهِ قَانِتِينَ (238)

…e devotamente (qânitîn قَانِتِينَ) state ritti davanti ad Allah (Corano II. Al-Baqara, 238)

Il qunût qui significa la sottomissione, il raccoglimento, il fatto di abbassare l'ala e di abbassare lo sguardo. Tutto ciò per Grazia di Allah (che Egli sia Esaltato).
Così, quando uno dei Sapienti si metteva ritto in preghiera temeva il sommamente Misericordioso, e il suo sguardo non fissava qualcosa, non si voltava e non giocava coi sassolini o qualcos'altro; non evocava interiormente un'affare del basso mondo, salvo per omissione. E ciò per tutto il tempo in cui si trovava in preghiera.

Mansûr riportò che Mujahid diceva che il significato della Parola di Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato):

سِيمَاهُمْ فِي وُجُوهِهِمْ مِنْ أَثَرِ السُّجُودِ

…il loro segno è, sui loro volti, la traccia della prosternazione… (Corano, XLVIII. Al-Fath, 29)

è il raccoglimento in preghiera.

D'altra parte l'Imâm Ahmad, an-Nisa'i e Tirmidhi riportarono tutti l'hadîth trasmesso da Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu), secondo cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "La preghiera si effettua due (rak'a) per due, in cui tu osservi il tashahhud ogni due rak'a e in cui ti raccogli, alzi le mani verso il tuo Signore (che Egli sia Esaltato e Magnificato) dicendo: O mio Signore! O mio Signore! Colui che non farà così, il suo atto avrà delle mancanze".


Questa è l'espiazione dei peccati

Nel Sahîh di Muslim troviamo il seguente hadîth, trasmesso da 'Uthmân (radiAllahu 'anhu): Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Per ogni fedele Musulmano che, quando giunge l'ora di una preghiera prescritta, effettui minuziosamente le abluzioni, poi osservi bene il raccoglimento e il rukû' nel corso di questa preghiera, essa sarà un'espiazione per i peccati che l'hanno preceduta, salvo per quanto riguarda i peccati maggiori; e ciò nel corso di tutta la vita".

Tra i gesti della preghiera in cui appaiono la sottomissione, l'umiltà e l'attitudine umile, vi è il fatto di porre le mani una sull'altra al momento in cui il credente sta ritto in preghiera.
È riportato che l'Imâm Ahmad venne interrogato sul significato di questa attitudine, ed egli rispose: "Ciò significa la sottomissione umile nelle mani dell'Onnipotente". 'Ali ibn Muhammad al-Masri, il predicatore, commentò: "In materia di scienza, non ho mai sentito nulla migliore di ciò".
Allo stesso modo, si riporta che Bishr al-Hafi disse: "Desideravo da quarant'anni mettere le mani l'una sull'altra durante la preghiera. La sola cosa che mi impediva di farlo era il timore di mostrare più raccoglimento di quel che in effetti avevo nel Cuore".

Muhammad ibn al-Maruzi riportò che Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu) disse: "Gli uomini saranno resuscitati nel Giorno della Resurrezione secondo ciò che erano soliti fare durante le loro preghiere". Certi trasmettitori di questa tradizione spiegarono che si tratta del fatto di porre le mani una sull'altra e di inclinarsi per il rukû'.

Lo stesso Maruzi riportò che Salah as-Sammam diceva: "Gli uomini resusciteranno nel Giorno della Resurrezione così…", e pose le sue mani una sull'altra.

Così, dunque, il fatto di rispettare questa posizione durante la preghiera implica per l'orante di ricordarsi il momento in cui sarà ritto dinanzi ad Allah (che Egli sia Esaltato) per la resa dei conti.


La purificazione e il raccoglimento del Cuore

Dhu-n-Nun descriveva così i servi di Allah: "Se tu vedessi uno di essi al momento di alzarsi per compiere la preghiera, vedresti allora che, mettendosi ritto nel suo oratorio e cominciando a recitare le parole del suo Signore, gli viene in mente che questa è una stazione in cui gli uomini si mettono ritti dinanzi al Signore dei mondi. A quest'idea, il suo cuore si strappa e il suo spirito è estasiato". Questa sentenza è recensita da Abu-n-Na'im.

Ecco perché il fedele in questa circostanza si rivolge interamente verso Allah ('azza waJalla) e si distoglie da tutto ciò che è altro da Lui. Questa attitudine è di due tipi, una delle quali consiste in questo: non distrarre il proprio cuore verso ciò che non è lecito per esso, e consacrarlo interamente al Signore (che Egli sia Esaltato e Magnificato).

Nel Sahîh di Muslim, 'Amru ibn Abasa riportò che il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) disse sul merito e la ricompensa che procura il wudhu' (le abluzioni): "Quando il credente (dopo aver compiuto le abluzioni) si alza e prega Allah lodandoLo, esaltandoLo e magnificandoLo come merita, e consacrando il suo cuore ad Allah, si sbrazza dei peccati e diviene (puro) come nel momento in cui sua madre lo mise al mondo".

L'altra attitudine consiste in questo: non voltarsi, guardando a destra e a sinistra, e limitandosi a fissare il punto in cui ci si prosterna, poiché ciò fa parte delle esigenze del raccoglimento del cuore e della sua non dispersione. Ecco perché, vedendo un orante che si divertiva durante la preghiera, uno dei pii predecessori (Salaf) disse: "Se il suo cuore fosse raccolto, le sue membra farebbero lo stesso".

Tabarani riportò il seguente hadîth da Abu Hurayra (radiAllahu anhu), secondo la trasmissione di Ibn Sirin: "Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) si voltava a destra e a sinistra durante la preghiera, fino al momento in cui Allah (che Egli sia Esaltato) rivelò:

قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ (1) الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ (2)

Invero prospereranno i credenti, quelli che si raccolgono umilmente durante la salât… (Corano XXIII. Al-Mu'minûn, 1-2),

e da quel momento l'Inviato di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) si raccolse e non si voltò più a destra e a sinistra".

Allo stesso modo, Ibn Maja recensi l'hadîth di Umm Salamah (radiAllahu 'anha) in cui ella raccontò: "All'epoca del Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), quando un orante si alzava per compiere la preghiera, il suo sguardo non superava il luogo in cui si trovavano i suoi piedi. Poi giuse la morte del Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam), e da quel momento quando uno degli uomini si metteva a pregare, il suo sguardo non superava il luogo in cui si prosternava con la fronte. Poi morì Abu Bakr, e cominciò il califfato di 'Umar (che Allah sia soddisfatto di entrambi), e da quella data, quando uno dei fedeli si metteva a pregare il suo sguardo non superava l'orizzonte della sua qibla (direzione verso Makkah). Poi vi fu il califfato di 'Uthmân ibn 'Affân (radiAllahu 'anhu), e scoppiò la Fitna (grande discordia), e gli uomini si misero a girarsi a destra e a sinistra durante la salât".


Stai in guardia contro il furto di Shaytân

Nel Sahîh di Bukhârî, 'Aisha (radiAllahu 'anha) riferì: Interrogai il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) sul fatto di voltarsi durante la salât, ed egli mi rispose: "È un furto che Shaytân sottrae dalla preghiera del servitore".

Abû Dâwûd e an-Nisa'i riportarono un hadîth trasmesso da Abu Dharr, secondo cui il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Allah non smette di accogliere il servitore durante la preghiera, finché egli non se ne distoglie. Quando si volta, Allah si allontana da lui".

L'Imâm Ahmad e Tirmidhi riportarono l'hadîth trasmesso da al-Harith al-Ash'ari in cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Allah ha raccomandato al Profeta Yahya ibn Zakariya (Giovanni figlio di Zaccaria, pace su entrambi) di rispettare cinque ingiunzioni, una delle quali consiste in questo: Vi è stata prescritta la preghiera. Poiché (durante la salât) Allah ('azza waJalla) pone il Suo Volto dinanzi al viso del Suo servitore, finché egli non si volti. Così, quando pregate non voltatevi".

Esistono, d'altra parte, molti altri ahadîth che vanno nello stesso senso. Così, 'Ata riferì: Sentii dire da Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu): "Quando uno di voi prega, che non si volti, poiché è in stato di confidenza intima con il suo Signore. Il suo Signore è dinanzi a lui ed è in confidenza con lui. Allora, (l'orante) non deve voltarsi"

'Ata diceva: "Ci è stato riportato che il Signore (che Egli sia Esaltato e Magnificato) disse: O figlio d'Adamo! Perché ti volti? Io sono migliore, per te, di ciò per cui ti volti".

Abu 'Imrân al-Juni disse: "Allah ('azza waJalla) rivelò a Mûsâ ('alayhi-s-salâm): Quando ti metti ritto dinanzi a Me, adotta la stazione del servitore indigente, umile e sottomesso, biasima la tua anima carnale, poiché merita di essere biasimata e rivolgiMi delle implorazioni e delle confidenze con un cuore pieno di timore e una lingua sincera e veridica".

Questa attitudine umile si manifesta particolarmente attraverso il ruku' (inclinazione), poiché è una maniera di dimostrare che tutto il corpo apparente è sottomesso.

Per questo, d'altronde, gli Arabi lo ripugnavano e non amavano osservare questa posizione, al punto che alcuni di essi avevano prestato alleanza al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) sull'obbligo di prosternarsi direttamente dopo la stazione eretta, senza compiere il ruku'. Così hanno spiegato l'Imâm Ahmad e i sapienti eruditi. Poiché Allah (che Egli sia Esaltato) ha detto:

وَإِذَا قِيلَ لَهُمُ ارْكَعُوا لَا يَرْكَعُونَ (48)

Quando si dice loro: "inchinatevi", non si inchinano (Corano LXXVII. Al-Mursalât, 48)

Infatti l'attitudine di sottomissione perfetta si trova nel ruku', poiché il Cuore si sottomette umilmente ad Allah ('azza waJalla). Così, il servitore si sottomette interiormente ed esteriormente ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato).
Ecco perché il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) diceva durante il ruku': "Il mio udito, la mia vista, il mio midollo e le mie ossa si raccolgono per Te". Per indicare che la sua inclinazione (ruku') si compiva con tutte le membra, particolarmente con il Cuore, che è il signore per eccellenza di tutti gli organi e le membra. Poiché, quando esso si raccoglie, tutte le membra e gli organi si raccolgono insieme a lui.

Lo stesso vale per la prosternazione (sujûd), poiché si tratta di una posizione in cui si manifesta con gravità la sottomissione del servitore al suo Signore (che Egli sia Esaltato e Magnificato), poiché il servitore pone la parte del suo corpo più cara e più elevata nella posizione più inferiore e vile, calcando il suolo con la fronte e il viso. È questa attitudine che provoca la sottomissione del Cuore, il suo raccoglimento e la sua attitudine umile.

Ecco perché, quando il credente esegue questo gesto ne trae un'immensa ricompensa: Allah (che Egli sia Esaltato) lo avvicina a Sé. Infatti, come disse il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam), "È durante la prosternazione che il servitore è più vicino al suo Signore".

Non dice forse Allah:

وَاسْجُدْ وَاقْتَرِبْ (19)

…ma prosternati e avvicinati (Corano XCVI. Al-'Alaq, 19)?


CAPITOLO 4

La prosternazione è il raccoglimento

Anche la prosternazione faceva parte delle cose che ripugnavano agli associatori (politeisti, mushrikîn), troppo orgogliosi per adorare Allah ('azza waJalla).
Uno di essi diceva: "Detesto prosternarmi, per evitare che il mio posteriore sia più elevato della mia testa".
Altri si contentavano, al posto della prosternazione, di qualche pietra che prendevano ed alzavano fino alla fronte…
Del resto, Iblîs il maledetto fu cacciato da Allah ('azza waJalla) per essersi inorgoglito e aver rifiutato di prosternarsi dinanzi a colui al quale Allah aveva ordinato di farlo. Ecco perché egli piange quando il credente si prosterna, dicendo: "È stato ordinato al figlio di Adamo di prosternarsi, ed ha eseguito: avrà in Paradiso. In quanto a me, mi è stato ordinato di prosternarmi, ed ho disobbedito: avrò l'Inferno".

Tra i segni della perfezione nel raccoglimento del servitore per Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) e nella sua attitudine umile durante il ruku' (inclinazione) e il sujûd (prosternazione) è che, quando si sottomette al suo Signore attraverso la sua inclinazione e la sua prosternazione, l'orante attribuisce in quell'istante al suo Signore gli attributi di Gloria, di Maestà, di Onnipotenza e di Trascendenza Sublime. È come se dicesse: l'umiltà e l'attitudine umile sono la mia parte, e l'Onnipotenza, la Trascendenza e la Gloria sono i Tuoi Attributi. Ecco perché è prescritto al servitore di ripetere, durante il ruku': "Gloria al mio Signore, l'Onnipotente!", e durante il sujûd: "Gloria al mio Signore, l'Altissimo!".
Talvolta il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) diceva durante il sujûd: "Gloria al Signore del Regno, dell'Onnipotenza, dell'Orgoglio e della Grandezza!".

Si riporta anche che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse una notte durante il sujûd: "Dico come disse mio fratello Dâwûd (Davide, pace su di lui): calco il mio viso nella sabbia per il mio Signore. Poiché è diritto del mio Signore che i visi vengano calcati nella sabbia per Lui".
Al-Hasan disse: "Quando ti alzi per pregare, alzati con umiltà così come ti ha ordinato Allah, e stai attento alla noncuranza e al fatto di voltarti. Stai attento a non guardare verso altri che Lui, chiedendo ad Allah il Paradiso, e cercando rifugio presso di Lui contro l'Inferno; con un cuore incurante, non sai ciò che formuli con la tua lingua" (tradizione riportata da Muhammad Nasr al-Maruzi).

Lo stesso Maruzi riportò anche che 'Uthmân ibn Abi Aws disse: Mi è stato riferito che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) diresse una preghiera in comune recitando ad alta voce. Dopo aver terminato la preghiera, chiese ai fedeli: "Ho forse omesso nella mia recitazione una parte di questa Sûra…?". I fedeli gli risposero: "Non lo sappiamo". Allora Ubay ibn Ka'b (radiAllahu 'anhu) gli disse: "Si, hai omesso il tale e il tale versetto". Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse allora: "Che cos'ha questa gente davanti a cui viene recitato il Libro di Allah, e non sa ciò che le è stato recitato e ciò che ne è stato omesso? È così che la Grandezza di Allah è stata estirpata dai cuori dei Figli di Israele: i loro corpi sono presenti, ma i loro cuori sono assenti. Ora, Allah ('azza waJalla) non accetta da un servitore un'opera in cui sia presente col corpo ma non col Cuore".

Le tradizioni in questo senso sono estremamente numerose. Così, passando presso Hatim al-Asam che esortava la gente nel corso di una seduta, 'Isam ibn Yusuf gli chiese: "O Hatim! Sai compiere bene la preghiera?". Hatim gli rispose: "Sì". 'Isam chiese: "Come preghi?", ed Hatim rispose: "Mi alzo all'ordine, cammino nel timore reverenziale, mi impegno con l'intenzione sincera, effettuo il Takbîr immerso nella Grandezza, acconsento con la recitazione e la meditazione, mi inclino nel raccoglimento, mi prosterno con un'attitudine umile, mi rimetto a sedere per il Tashahud nella compiutezza, effettuo i saluti con l'intenzione, termino (la preghiera) nella sincerità dinanzi ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) e mi rivolgo contro la mia anima nel timore: temendo che la mia preghiera non sia stata accettata e sforzandomi di conservare questa attitudine fino alla morte".
'Isam gli disse allora: "Puoi parlare, poiché sai fare la preghiera".


Gli atti di adorazione in cui si manifesta il raccoglimento

L'implorazione è uno degli atti d'adorazione in cui si manifestano l'umiltà e la sottomissione ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato). In effetti, Allah ('azza waJalla) ha detto:

ادْعُوا رَبَّكُمْ تَضَرُّعًا وَخُفْيَةً

Invocate il vostro Signore umilmente e in segreto (Corano VII. Al-A'râf, 55)

E ha detto anche (subhânaHu waTa'ala):

إِنَّهُمْ كَانُوا يُسَارِعُونَ فِي الْخَيْرَاتِ وَيَدْعُونَنَا رَغَبًا وَرَهَبًا وَكَانُوا لَنَا خَاشِعِينَ (90)

…In verità tendevano al bene, Ci invocavano con amore e trepidazione ed erano umili davanti a Noi (Corano XXI. Al-Anbiyâ', 90)

Così, tra i gesti in cui appare l'umiltà vi è l'elevazione delle mani. Ora, è riportato che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) alzava le braccia per fare delle invocazioni in diverse circostanze, in particolare durante la preghiera per la richiesta della pioggia (al-Istisqa).

In effetti, in questa occasione alzava le braccia al punto che si vedeva il bianco delle sue ascelle. Allo stesso modo, si sforzava di alzare le braccia durante la stazione di 'Arafat (durante il Pellegrinaggio).

Allo stesso modo, Tabarani riportò l'hadîth trasmesso da Ibn 'Abbâs (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio) in cui è detto: "Vidi l'Inviato di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) implorare Allah sul monte Arafat, con le mani alzate al livello del petto, nella posizione dell'indigente che fa una richiesta".

Si riporta ugualmente che un devoto reputato per il suo timore reverenziale si sedeva la notte nella calma, con la testa bassa e le mani tese nella posizione del mendicante. Questa è un'attitudine profonda per manifestare l'umiltà, la sottomissione e l'indigenza. Del resto l'esaudimento della domanda e dell'invocazione dipende largamente dall'indigenza del Cuore nella sua implorazione e nella sua sottomissione ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato). Poiché l'esaudimento della domanda è in funzione dell'ardore e dell'indigenza. È riportato nel Musnad di Tirmidhi che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Allah non esaudisce l'implorazione di un Cuore incurante e assente".

Così, il raccoglimento implica anche il fatto di manifestare dell'umanità sulla lingua, domandando, implorando e insistendo nella supplica. Al-Awza'i disse a questo proposito: "Si diceva che la migliore implorazione consista nell'insistere presso Allah e nel supplicarLo".

Tabarani riportò, da Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) che il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) fece la seguente invocazione nel corso della giornata di 'Arafat: "O mio Dio! Tu vedi il mio posto. Tu senti le mie parole e nulla Ti sfugge al mio riguardo. Io sono il povero infelice, l'implorante che chiede protezione, il timoroso pauroso che riconosce i suoi peccati. Ti imploro come un bisognoso. Ti supplico come un peccatore pieno di umiltà. Rivolgo la mia domanda a Te come un pauroso spossato, come colui la cui spina dorsale si curva dinanzi a Te, il cui corpo si sottomette a Te, il cui viso si curva per Te e i cui occhi straripano lacrime. O mio Dio! Non rendermi sventurato per la mia implorazione. Sìì Benevolo e Misericordioso nei miei confronti. O Tu, il Migliore di coloro a cui si rivolgono le domande! Il Migliore dei donatori!".

Allo stesso modo, un devoto diceva nella sua implorazione: "Per la Tua Gloria e per la mia umiltà! Per la Tua ricchezza e per la mia povertà".

Tawus riferì: 'Ali ibn Husayn entrò una notte nella sua stanza e si mise a pregare. Lo sentii ripetere nel corso della sua prosternazione: "Il Tuo servitore è davanti alla Tua ricchezza. Il Tuo povero è davanti alla tua ricchezza. Il Tuo bisognoso è davanti alla tua ricchezza!".
Tawus aggiunse: Memorizzai queste parole e ogni volta che me ne servii nelle mie implorazioni durante dei momenti difficili, ne fui sollevato.

Ibn Bakawayh as-Sufi riferì che un devoto compì ottanta volte il Pellegrinaggio a Makkah a piedi.
Una volta, mentre ripeteva durante il Tawaf (giri rituali intorno alla Ka'ba): "O mio Amore!", una voce gli disse: "Non sei soddisfatto di essere un indigente, per pretendere di essere un amato?". A queste parole, il devoto perse conoscenza. Poi, riprendendosi, si mise a ripetere: "Sono il Tuo indigente e mi pento di aver detto: mio Amore".


Sul significato del vocabolo al-masakîn

Ibn Majah riportò l'hadîth trasmesso da Abu Sa'id al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui), secondo cui il Profeta (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) ripeteva nella sue invocazioni: "O mio Dio! Fammi vivere come un miskîn (bisognoso, indigente). Fammi morire come un miskîn e resuscitami tra i masakîn".

Da parte sua, Tirmidhi riportò un hadîth simile, traasmesso da Anas (radiAllahu 'anhu), facendolo risalire al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), in cui 'Aisha (radiAllahu 'anha) gli chiese: "Perché, o Messaggero di Allah?", ed egli (sallAllahu 'alayhi waSallam) le rispose: "Perché essi (i masakîn) entreranno in Paradiso quarantamila anni prima dei ricchi della loro epoca. O 'Aisha! Ama i masakîn e avvicinali a te, e Allah ti avvicinerà a Lui nel Giorno della Resurrezione".

Allo stesso modo, Abu Dharr (radiAllahu 'anhu) raccontò: "Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) mi raccomandò di amare i bisognosi e di avvicinarmi a loro".

Nell'hadîth trasmesso da Mu'adh (che Allah si compiaccia di lui), il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse anche durante la sua invocazione: "Ti chiedo di fare il bene, di evitare le trasgressioni e di amare i bisognosi (masakîn)".

In questi ahadîth, il vocabolo miskîn (plur. masakîn) significa l'uomo il cui Cuore è indigente, sottomesso e umile dinanzi ad Allah ('azza waJalla). Lo stesso vale per il suo aspetto esteriore. Ciò, spesso non è possibile se non accompagnato dalla povertà materiale, poiché la ricchezza materiale e i beni portano il dominio e la tirannia.

Questo è ciò che attesta l'hadîth trasmesso da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui), anche se la sua catena di trasmissione è debole.

An-Nisa'i riportò l'hadîth trasmesso da Abu Dharr (che Allah sia soddisfatto di lui), in cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "La povertà è quella dell'anima e la ricchezza è quella del Cuore".
È anche riportato nei Sahihayn (Bukhârî e Muslim) che il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) disse: "La ricchezza è quella dell'anima". Ecco perché l'Imâm Ahmad, Ibn 'Uyayna, Ibn Wahb e altri illustri A'imma ritengono che la povertà contro cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) chiese rifugio sia quella dell'anima. Così, l'uomo il cui Cuore si sottometta e si raccolga dinanzi ad Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) è un miskîn (un bisognoso) anche se è materialmente ricco. Ciò perché la sottomissione del Cuore è intimamente legata alla sottomissione delle membra. Così, colui che esteriormente manifesti il raccoglimento, mentre il suo Cuore non è sottomesso, non è umile e non dà prova di umiltà. È piuttosto un tiranno.

Nell'hadîth recensito da Nisa'i e altri, si racconta che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) si incamminò coi suoi Sahâbah (Compagni, che Allah sia soddisfatto di tutti loro) lungo una via, dove si trovava una donna nera. Uno degli uomini chiese a questa donna di indicar loro la strada, ed ella rispose; "Potete prendere il sentiero di destra come potete prendere quello di sinistra". Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse allora ai suoi Compagni: "Lasciatela stare, è una donna tirannica". Gli dissero: "O Messaggero di Allah! Dà l'impressione di essere un'indigente!". Egli allora (sallAllahu 'alayhi waSallam) rispose loro: "Questa attitudine (tirannica) risiede nel suo Cuore".

Da parte sua, al-Hasan diceva: "Vi sono persone che ostentano l'umiltà e la modestia attraverso il loro abito, indossando un saio di lana, ma che occultano l'orgoglio nei loro cuori. Per Allah! Ciascuno di essi è più fiero del suo abito di quanto lo sia l'uomo agiato del suo divano o l'uomo ricco strascicando il suo abito di seta".

È ben stabilito che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) rifiutò i bei vestiti e le belle calzature quando siano indossati per orgoglio, dicendo: "L'orgoglio (al-Kibr) è la negazione della verità e il disprezzo della gente".

Ciò indica che indossare dei begli abiti non è in sé dell'orgoglio. Poiché l'orgoglio si trova nel Cuore. Consiste nel non sottomettersi alla verità per orgoglio contro di essa e a disprezzare la gente, ossia a maltrattarla e a sottostimarla. Così, colui che disprezzi la gente per fierezza della propria persona e a cui ripugni seguire la verità per orgoglio contro di essa, ecco chi è orgoglioso, anche se i suoi abiti non siano belli e le sue scarpe non siano magnifiche. In quanto a colui che rinunci ai bei vestiti per modestia dinanzi ad Allah ('azza waJalla) e per timore di avere interiormente un po' d'orgoglio, egli non fa che agire con bontà e ponderazione. Infatti Ibn 'Umar (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio) praticava tale attitudine. Del resto ciò è attestato da ciò che disse il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) a proposito del mantello chiamato anbajiyya, che portava: "Mi ha appena distratto dalla mia concentrazione durante la preghiera".


Sul merito della stazione della 'ubudiyya

Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) preferì la stazione della 'ubudiyya (servitù) a quella del mulk (sovranità).

Così, all'uomo che si mise a tremare dinanzi a lui, il giorno della conquista di Makkah, il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Distenditi, perché non sono un re. Non sono che il figlio di una donna della tribù di Quraysh che mangiava della carne seccata (al-qiddid)".

Si riporta anche che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Non mi vantate come i cristiani hanno vantato 'Isâ (Gesù figlio di Maria, pace su di lui e su sua madre). Poiché non sono che un servitore. Dite dunque di me che sono il servitore di Allah e il Suo Messaggero".

L'Imâm Ahmad riportò da Muhammad ibn Fudhayl, 'Umara ibn Abi Zur'a e Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu): Un giorno l'Angelo Jibrîl (Gabriele, 'alayhi-s-salâm) si mise dinanzi al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), poi guardò verso il cielo e vide un Angelo maestoso. Gabriele disse allora: "Quest'Angelo non è mai sceso sulla terra da quando è stata creata, fino a questo momento". Una volta disceso, l'Angelo in questione disse: "O Muhammad! Il tuo Signore mi ha inviato da te. Vuoi che faccia di te un Profeta-re o un Messaggero-servitore?"

Ibn Sa'd riportò nelle sue Tabaqât (biografie), da Yahya Ibn Abi Kathir che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Mangio come mangia il servitore e mi siedo come si siede il servitore. Non sono che un servitore".

Lo stesso Ibn Sa'd riportò l'hadîth precedente, secondo la versione di Abu Ma'shar al-Maqbari e di 'Aisha (radiAllahu 'anha): Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Un Angelo è venuto a trovarmi e mi ha detto: "Il tuo Signore ti saluta e ti dice: Se tu vuoi farò di te un Profeta-re, e se vuoi farò di te un servitore e un Messaggero". L'Angelo Jibrîl ('alayhi-s-salâm) mi ha fatto segno di mostrarmi modesto e umile. Ho detto allora: Un Profeta-servitore".
'Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) aggiunse: "Da quel momento, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) non mangiava mai appoggiato sul gomito e diceva: "Mangio come mangia il servitore e mi siedo come si siede il servitore"."

Nella versione di az-Zuhri è detto: Ci è stato raccontato che un Angelo venne a trovare per la prima volta il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) mentre l'Angelo Jibrîl ('alayhi-s-salâm) si trovava accanto a lui. L'Angelo in questione gli disse, mentre Gabriele (su di lui la pace) stava zitto: "Il tuo Signore ti informa che hai la scelta tra l'essere un Profeta-re o un Profeta". Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) guardò allora verso l'Angelo Jibrîl come per chiedergli consiglio, ed egli gli fece segno di essere umile e modesto. Allora, l'Inviato di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: "Piuttosto un Profeta-servitore".
Az-Zuhri aggiunse: è stato riferito che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) non mangiò mai appoggiato sul gomito, dopo aver detto ciò, fino alla morte.

Tirmidhi riportò da Abu Umama (che Allah sia soddisfatto di lui) che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) gli disse: "Il tuo Signore mi ha proposto di trasformare per me il terreno pianeggiante di Makkah in oro. Ma io ho risposto: No mio Signore! Preferisco piuttosto saziarmi un giorno e avere fame un altro (e ripeté ciò per tre volte). Quando ho fame Ti imploro e quando sono sazio Ti ringrazio".


I maestri della conoscenza hanno detto:

I maestri della conoscenza (al-'Arifûn) hanno detto che la pretesa di realizzare la servitù (al-'ubudiyya) non è fondata se non presso colui che abbia posto fine al suo proprio volere per rimettersi al suo Padrone, in modo che il suo nome sia quello che gli è stato attribuito. Così, quando lo si chiama col suo nome, risponde al nome della servitù.
Insomma, non ha più nome proprio, né traccia propria. Non risponde più se non a colui che lo interpella dal lato della servitù.

Il poeta ha detto:

O 'Amru! La mia rivincita è il mio destino
Essa è nota a colui che comprende e colui che vede
Non chiamarmi se non interpellando: O mio servo!

Poiché questo è il più veridico dei miei nomi.

Il tradizionista Abu-n-Na'im riportò nel suo libro sui Sahâbah (radiAllahu 'anhum), da Sulaymân ad-Darani, da 'Alqama ibn Suwayd ibn al-Harith al-Azdi, da suo padre, da suo nonno, che Luqmân il saggio disse a suo figlio: "Ho riassunto per te la mia saggezza in sei formule: opera per il tuo mondo di quaggiù in funzione della durata del tuo soggiorno in questo basso mondo. Opera per la tua vita futura in funzione del tuo soggiorno in essa. Opera per Allah ('azza waJalla) in funzione del tuo bisogno di Lui. Opera in materia di disobbedienza in funzione di ciò che puoi sopportare come castigo. Non ti rivolgere che a colui che non ha bisogno di nessuno. E se vuoi disobbedire ad Allah ('azza waJalla) fai in modo di disobbedirGli in un luogo dove Egli non ti veda…".

Allo stesso modo, Ibrahim al-Khawas disse: "La medicina dei cuori si compone di cinque ingredienti: recitare il Corano con meditazione, avere l'interno sano e trasparente, passare la notte nella devozione, implorare Allah ('azza waJalla) all'alba e frequentare i pii".

Da parte sua, Ibrahim Ibn Adam disse nelle sue esortazioni, quando fu interrogato a proposito del versetto:

ادْعُونِي أَسْتَجِبْ لَكُمْ

InvocateMi, vi risponderò (Corano XL. Al-Ghâfir, 60):

"Come mai noi Lo invochiamo ed Egli non ci risponde?"
Ibrahim ibn Adam rispose: "Voi conoscete Allah, eppure Gli avete disobbedito. Voi recitate il Corano, ma non lo mettete in pratica. Voi conoscete Shaytân, e siete d'accordo con lui. Voi pretendete di amare il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam), ma trascurate la sua Sunnah. Voi pretendete di desiderare il Paradiso, ma non agite di conseguenza. Voi pretendete di avere paura dell'Inferno, ma non cessate di commettere peccati. Voi dichiarate che la morte è una verità, ma non vi siete preparati per il suo arrivo. Voi vi siete occupati dei difetti altrui, senza pensare ai vostri propri difetti. Voi consumate i Benefici di Allah, ma non Gli rendete grazia. Voi seppellite i vostri morti, e non ne siete edificati…"

Imploriamo Allah ('azza waJalla) di accordarci la riuscita che Egli ha gradito per noi, per Sua Grazia, e di riservarci una fine felice. Âmîn!

Egli è il più Misericordioso dei misericordiosi. Il Signore dei mondi.

E che la Grazia di Allah (che Egli sia Esaltato) sia sul sigillo dei Profeti, il nostro signore Muhammad, sulla sua Famiglia e su tutti i suoi Compagni.

Allah mi basta, mi rimetto a Lui, Egli è il Migliore dei Protettori.



dal sito:
UMM USAMA
(Piccola Biblioteca per la Donna Musulmana)
http://freeweb.supereva.com/ummusama

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