Forums Forums


Précédent   Forums > Général > Rubrica in Italiano

Rubrica in Italiano incha Allah in questa rubrica saranno postati tutte informazioni o sugetti in lingua italiana

Réponse
 
LinkBack Outils de la discussion Modes d'affichage
  #1 (permalink)  
Vieux 07/07/2008, 13h22
Senior Member
 
Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 245
Arrow Kufr duna Kufr?...

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo



Kufr duna Kufr?...

dai siti Al-Mourabitoune & Supporters of Shari'ah


Uno degli abusi pił ridicoli della nostra epoca č certamente quello riguardante la dichiarazione di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu): "Kufr duna Kufr". Questa dichiarazione č in effetti impiegata oggi in maniera estremamente abusiva, ed č utilizzata come uno "spazzolino da denti di metallo" allo scopo di pulire i denti dei tiranni che – ricordiamolo – hanno ancora dei pezzi di carne sanguinanti della Ummah incastrati tra i loro denti marci. Ma getteremo ora un'occhiata su questa dichiarazione, allo scopo di dimostrare che essa fu emessa in un'epoca e un contesto diversi, e non ha nessuna ragione di essere utilizzata nella situazione attuale.

L'epoca di tale dichiarazione risale al conflitto tra Mu'awiya e 'Ali ibn Abi Tālib (che Allah si compiaccia di loro), entrambi Sahābah di Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam). I ribelli che avevano abbandonato il campo di 'Ali (radiAllahu 'anhu) avevano qualificato di "apostati" Abū Mūsā al-Ash'ari, arbitro per 'Ali, e 'Amr ibn al-'Ass, arbitro per Mu'awiya (che Allah sia soddisfatto di loro).

La prova citata dai ribelli, pił tardi noti come "Khawarij – Kharigiti", erano le Parole di Allah ('azza waJalla) nel Corano:

وَمَنْ لَمْ يَحْكُمْ بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ فَأُولَئِكَ هُمُ الْكَافِرُونَ (44)

…Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mā'ida, 44)


Per questa ragione, i due Sahābah (Compagni) citati sopra, furono accusati come "Kuffār" dai Khawarij, i quali sostenevano che i due arbitri avessero giudicato altrimenti che attraverso ciņ che Allah ('azza waJalla) aveva rivelato, divenendo cosģ apostati – e ciņ nella loro preoccupazione di risolvere la disputa tra 'Ali e Mu'awiya (radiAllahu 'anhuma).
In risposta a tale interpretazione erronea del versetto, e per difendere Abū Mūsā e 'Amr ibn al-'Ass (radiAllahu 'anhuma), Ibn 'Abbās (che Allah sia soddisfatto di lui) spiegņ che ciņ che si era prodotto era "Kufr duna Kufr" (una minore miscredenza, una miscredenza meno grave della grande miscredenza).

Pił tardi, fece comprendere che i membri menzionati erano in effetti sempre Musulmani, e che l'interpretazione del versetto operata dai Kharigiti non era corretta. Ma Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) non immaginava certo che i tiranni e i loro partigiani avrebbero utilizzato successivamente, alla nostra epoca, questa semplice dichiarazione come una scusa per ostacolare coloro che invitano al bene e proibiscono il male, cercando di sostituire gli agenti di Shaytān e cercando di demolire i loro troni per sempre.

In effetti, tale dichiarazione č stata corrotta con tanti dettagli e con tanta cura, allo scopo di imbrogliare, che la maggior parte della gente ha dimenticato l'altra dichiarazione di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu).

Hasan ibn Abi ar-Rabi'a al-Jurjāni riferģ: Sentimmo dire da 'AbdurRazzaq, che lo aveva appreso da Mu'ammar, da Ibn Tawus, da suo padre: "Fu chiesta una spiegazione ad Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) riguardo alle Parole di Allah ('azza waJalla):


وَمَنْ لَمْ يَحْكُمْ بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ فَأُولَئِكَ هُمُ الْكَافِرُونَ (44)

…Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mā'ida, 44),


Ed egli (Ibn 'Abbās) rispose: "Č un Kufr sufficiente"."

Quando sentiamo dire che Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) dichiarņ: "Č un Kufr sufficiente", ciņ non significa che possiamo interpretarlo come se si trattasse di un "kufr minore". Il fatto che disse "sufficiente" puņ solo essere compreso come un "kufr maggiore".

L'importanza di tale questione č direttamente legata alle regole del Tafsīr dei versetti del Corano. Esse sono qui divise in cinque punti che elaboreremo:

1. Gli Ahlu-s-Sunnah wa'l-Jama'ah (Il Gruppo della Gente che segue la Sunnah e il Consenso (della Comunitą)), ossia tutte le scuole di pensiero e giurisprudenza islamica riconosciute dalla Ummah, hanno raggiunto il consenso (ijmā') sul fatto che la dichiarazione di un Sahabi (Compagno) o di qualche Sahābah (Compagni) non č sufficiente per eliminare un versetto generalizzato del Corano. Questa regola č chiamata "lā yasluh mukhasisa li'l-Qur'ān", stipulante che un versetto generale del Sublime Corano non puņ essere specificato (ristretto) da un Sahabi senza un ijmā', un altro versetto del Corano, un hadīth o un'altra prova esistente.

Tale regola non significa che la dichiarazione di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu), "Kufr duna Kufr" sia falsa per ciņ che riguarda il caso e la fatwā dell'epoca. No, non si tratta di ciņ. Ma significa che egli e i Sahābah la compresero (tale fatwā) tenendo conto della realtą della loro epoca, e ciņ non contraddisse il Corano o la Sunnah.

2. Per la protezione del Corano, dobbiamo tenere conto dell'Ijmā' di Ahlu-s-Sunnah wa'l-Jama'ah sulla metodologia per l'interpretazione dei versetti. In effetti, secondo la regola, la spiegazione di un versetto del Corano deve corrispondere al suo significato esteriore, a meno che vi siano altre prove che ci permettano di ricorrere a dei significati non apparenti. Ciņ si č prodotto in casi rarissimi. I sapienti del Tafsīr hanno spiegato: "Se questa regola non venisse preservata, allora la porta delle innovazioni sarebbe spalancata alla gente del Bātin, per cambiare i significati apparenti del Corano e presentarli in modo totalmente diverso da quello convenuto da Ahlu-s-Sunnah…".

Č dunque importante comprendere che non dobbiamo giocare con le parole o i significati apparenti delle parole nei versetti. Se vi sia un altro significato, deve esservi una prova indipendente per giustificarlo. Per esempio, Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) comprese che il versetto 44 della Sūrah "Al-Mā'idah" faceva allusione ad un certo tipo di Kufr, che egli stesso chiamņ "Kufr", senza dunque cambiare il termine "Kufr". Ma conosceva altri ahadīth del Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), tra cui quello in cui egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Vi sono tre tipi di giudice, due sono all'Inferno e uno in Paradiso. Un uomo che abbia giudicato altrimenti che secondo veritą, volontariamente: sarą dunque nel Fuoco. L'altro, che abbia giudicato nell'ignoranza; sarą anch'egli nel Fuoco. Il terzo č colui che conosceva la veritą, ed abbia giudicato secondo quest'ultima; sarą allora in Paradiso".

Si trattava della prova indipendente per impedire ad Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) di applicare il Takfīr (dichiarazione di apostasia) sui partigiani dei campi di 'Ali e Mu'awiya (radiAllahu 'anhum). Era cosģ, poiché l'hadīth riguardante i giudici corrispondeva di pił a questa situazione rispetto al versetto impiegato dai Khawarij.
Possiamo inoltre constatare che i Khawarij muovevano delle obiezioni nei confronti di certe persone (in quanto tali), mentre i Mujāhidīn sono contro coloro che sostituiscono la Shari'ah con delle leggi umane.

3. Il commento di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) al versetto non faceva allusione alla gente che rimpiazzi la Shari'ah come essendo oppure no "apostati". Parlava in realtą di coloro che non erano semplicemente riusciti a fare ricorso alla Rivelazione per un giudizio o una decisione specifica, cosa che č certo una (forma di) miscredenza, ma minore della miscredenza di coloro che cambiano o modificano tutte o una parte delle leggi della Shari'ah in dei casi generali.

4. Inoltre, Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) ebbe delle divergenze (d'opinione) con gli altri Sahābah in diverse questioni, come, per esempio, sul fatto di non considerare Nikah al-Mut'a (il matrimonio temporaneo, detto di godimento) come harām, ma come halāl, al punto tale che 'Ali ibn Abī Tālib (radiAllahu 'anhu) gli disse: "Sei un uomo perduto!". Anche Az-Zubayr (radiAllahu 'anhu) lo rimproverņ: "Se continui a dichiarare che č halāl, ti lapiderņ fino alla morte!".
Ibn 'Abbās (che Allah sia soddisfatto di lui) č anche noto per aver emesso la fatwā secondo cui Ribā' an-Nasi'a (l'interesse riunito per una determinata durata di tempo) sarebbe halāl, al contrario di ar-Ribā' "simultaneo", che sarebbe totalmente harām. Una volta, dichiarņ anche che la Festa del Sacrificio fosse "wājib" (obbligatoria), mentre la maggior parte dei Sahābah la descrissero come "raccomandata".
Allo stesso modo, tutti sanno che Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) ebbe delle divergenze con gli altri Compagni su diversi altri punti. Come mai i "discepoli ciechi" della dichiarazione "Kufr duna Kufr" non lo seguono ciecamente anche nelle altre fatawā?

5. I Mufassirin (sapienti del Tafsīr, l'esegesi del Corano) tra i Salaf (Pi Predecessori), come Ibn Kathīr, Ibn Taymiyyah e Ibn Qayyim al-Jawziyyah (che Allah abbia misericordia di loro), cosģ come i Sapienti contemporanei del Tafsīr, come Ahmad Shākir, Muhammad ibn Ibrāhīm, Usama Shākir e Mahmūd Shākir, hanno tutti citato la dichiarazione di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) conoscendone il contesto nella realtą dell'epoca (in cui fu pronunciata). Perché si sarebbero separati da lui su tale questione, designando certi dirigenti della loro epoca come dei "Kuffār", a causa della loro sostituzione della Shari'ah (con leggi umane)?
Questi Sapienti non avrebbero riportato l'opinione di Ibn 'Abbās (che Allah sia soddisfatto di lui) per divergere in seguito, a meno che non conoscessero il senso della dichiarazione e il suo contesto. Allo stesso modo, come mai questi Sapienti non sono stati definiti "Khawarij", ma piuttosto "Mujāhidīn"?

Inoltre, quando Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) esternņ un'opinione diversa da quella di alcuni Sahābah per ciņ che riguarda il sacrificio dell'agnello, citņ dei versetti del Corano e degli ahadīth profetici per confermare i suoi propositi. Gli altri Sahābah (radiAllahu 'anhum) risposero: "Ma né Abu Bakr, né 'Umar (che Allah si compiaccia di entrambi) l'hanno mai dichiarato wājib (obbligatorio)". Egli in quell'occasione pronunciņ una frase divenuta celebre: "Vi ho detto: Allah (subhānaHu waTa'ala) e il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam) hanno detto… e voi mi dite che Abu Bakr e 'Umar (radiAllahu 'anhuma) hanno detto?? Non temete dunque che il cielo si abbatta sulla vostra testa?!".
Egli sarebbe allora contento oggi di vedere che il suo nome viene strumentalizzato per contraddire un versetto decisivo del Corano??

In conclusione, le parole di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) non possono essere impiegate a favore dei tiranni che sostituiscono la Shari'ah. Per essi, č il versetto della spada ad essere pił adeguato, quello in cui Allah ('azza waJalla) dice:

فَاقْتُلُوا الْمُشْرِكِينَ حَيْثُ وَجَدْتُمُوهُمْ وَخُذُوهُمْ وَاحْصُرُوهُمْ وَاقْعُدُوا لَهُمْ كُلَّ مَرْصَدٍ فَإِنْ تَابُوا وَأَقَامُوا الصَّلَاةَ وَآَتَوُا الزَّكَاةَ فَخَلُّوا سَبِيلَهُمْ

…uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono la salāt e pagano la zakāt, lasciateli andare per la loro strada… (Corano IX. At-Tawba, 5)



E ciņ perché č riportato in un hadīth riferito dall'Imām Ahmad nel suo Musnad, sull'autoritą di Jabir ibn 'Abdullah (radiAllahu 'anhu): "Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) ci ordinņ di combattere con questa (indicando la sua spada) colui che tralasci questo (indicando il Corano)".

Ciņ č esattamente quello che Ahlu-s-Sunnah wa'l-Jama'ah sostengono riguardo a chi governa in modo non conforme a ciņ che Allah ('azza waJalla) ha rivelato, cambiando completamente la Shari'ah oppure non legiferando (secondo essa) che in alcuni punti; si tratta di una miscredenza maggiore (Kufr Akbar). Se essi non riuscissero ad applicarla soltanto in QUALCHE situazione, ciņ potrebbe essere considerato come una miscredenza meno grave della miscredenza (Kufr duna Kufr) o come una miscredenza minore (Kufr Asghar).

Al-'Allamah, il grande Muhaddīth (Sapiente degli ahadīth) del nostro secolo (XX°, ndt), Ahmad Shākir, spiega la differenza tra Kufr Asghar (minore) e Kufr Akbar (maggiore) e la sua conclusione č sconvolgente:

"Ciņ deriva dalle parole di Abu Majliz. Quando gli 'Ibadiyyah (Khawarij) gli chiesero il significato del versetto, si auguravano che egli dichiarasse il Takfīr (dichiarazione di apostasia) sul gruppo del Sultano (l'Imām 'Ali). Abu Majliz allora rispose che avevano fatto ciņ che avevano fatto, sapendo che era un peccato. Cosģ, la domanda posta dagli 'Ibadiyyah ad Abū Majliz e Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) non riguardava ciņ su cui gli innovatori contemporanei si sono fondati, ossia il giudizio concernente le ricchezze, i costumi e il sangue secondo una legge divergente dalla Legislazione dei Musulmani. La loro domanda non riguardava nemmeno il fatto di promulgare una legge che i Musulmani siano obbligati a seguire, e che consista nel riferirsi al giudizio di altri che Allah ('azza waJalla) nel Suo Libro, o il Suo Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) nella Sunnah.

In effetti, questa azione non č altro che un rigetto della Legge di Allah (subhānaHu waTa'ala), una diserzione dalla Sua religione e un preferire delle leggi dei miscredenti alla Legge di Allah ('azza waJalla). E nessuno, tra la gente della Qiblah (ossia i Musulmani), di qualsiasi tendenza (scuola giuridica) dubita della miscredenza di coloro che ripetono tali propositi o vi invitano la gente.

E dovunque viviamo, oggi, vi č un abbandono delle Leggi di Allah ('azza waJalla) in generale, senza alcuna eccezione. Vengono preferite altre cose alla Sua Legge, che č stata rivelata nel Suo Libro e attraverso la Sunnah, e viene denunciata la "severitą" della Shari'ah!

Chiunque utilizzi le parole di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu) e di Abu Majliz come prova per cambiare il loro statuto, sperando di allearsi con i dirigenti o cercando di fare in modo che il giudizio tramite qualcosa di diverso da ciņ che Allah ha rivelato sia accettabile nell'Islām, la sua condizione č, conformemente alla Shari'ah, quella di una persona che ha negato la Sovranitą di Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo). Deve dunque pentirsi pubblicamente. Se lo ammette, sarą la prova che egli si trova in stato di miscredenza minore. Ma se insiste nelle sue dichiarazioni e non fa Tawba (pentimento) e accetta queste leggi, allora tutti sanno come agire con un Kāfir che insiste nel suo Kufr".

Lo shaykh al-Islām Muhammad ibn 'AbdulWahhāb (rahimahullah) disse riguardo a questo argomento:

"…La seconda forma di Taghūt č il governo trasgressore che cambi le Leggi di Allah (subhānaHu waTa'ala). La prova si trova nelle Parole di Allah ('azza waJalla):

أَلَمْ تَرَ إِلَى الَّذِينَ يَزْعُمُونَ أَنَّهُمْ آَمَنُوا بِمَا أُنْزِلَ إِلَيْكَ وَمَا أُنْزِلَ مِنْ قَبْلِكَ يُرِيدُونَ أَنْ يَتَحَاكَمُوا إِلَى الطَّاغُوتِ وَقَدْ أُمِرُوا أَنْ يَكْفُرُوا بِهِ وَيُرِيدُ الشَّيْطَانُ أَنْ يُضِلَّهُمْ ضَلَالًا بَعِيدًا (60)

Non hai visto coloro che dicono di credere in quello che abbiamo fatto scendere su di te e in quello che abbiamo fatto scendere prima di te, e poi ricorrono all'arbitrato degli idoli (Taghūt), mentre č stato loro ordinato di rinnegarli? Ebbene, Satana vuole precipitarli nella perdizione (Corano IV. An-Nisā', 60)


La terza forma di Taghūt č colui che governa mediante qualcosa di diverso dalla Legge rivelata da Allah ('azza waJalla). La prova si trova nelle Parole di Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato):

إِنَّا أَنْزَلْنَا التَّوْرَاةَ فِيهَا هُدًى وَنُورٌ يَحْكُمُ بِهَا النَّبِيُّونَ الَّذِينَ أَسْلَمُوا لِلَّذِينَ هَادُوا وَالرَّبَّانِيُّونَ وَالْأَحْبَارُ بِمَا اسْتُحْفِظُوا مِنْ كِتَابِ اللَّهِ وَكَانُوا عَلَيْهِ شُهَدَاءَ فَلَا تَخْشَوُا النَّاسَ وَاخْشَوْنِ وَلَا تَشْتَرُوا بِآَيَاتِي ثَمَنًا قَلِيلًا وَمَنْ لَمْ يَحْكُمْ بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ فَأُولَئِكَ هُمُ الْكَافِرُونَ (44)

Facemmo scendere la Torāh, fonte di guida e di luce. Con essa giudicavano tra i giudei, i Profeti sottomessi ad Allah, e i rabbini e i dottori: (giudicavano) in base a quella parte dei precetti di Allah che era stata loro affidata e della quale erano testimoni. Non temete gli uomini, ma temete Me. E non svendete a vil prezzo i segni Miei. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mā'ida, 44)"


Il vecchio Mufti della Penisola Araba, al-'Allamah (il Sapiente ben informato nella dottrina religiosa), al-Muhaddīth (sapiente di ahadīth), al-Faqih (giurista islamico), shaykh Muhammad Ibn Ibrāhīm, discendente dello shaykh sopra menzionato, si riferģ in particolare a coloro che strumentalizzano la dichiarazione di Ibn 'Abbās (radiAllahu 'anhu):

"In quanto a ciņ che č stato citato come della miscredenza minore della grande miscredenza (Kufr duna Kufr), quando una persona giudica secondo altra cosa che la Legge divina, sapendo bene di essere peccatrice e che la Legge di Allah č la Veritą, ciņ non riguarda che coloro a cui ciņ accada una volta in casi isolati. Ma per ciņ che riguarda coloro che promulgano una serie di leggi, e obbligano la gente a sottomettervisi, si tratta in questo caso della miscredenza maggiore, anche se dicano: ci siamo sbagliati e la Legge religiosa č pił giusta. Tale miscredenza pone dunque chi se ne renda colpevole al di fuori della religione".

Il grande Sapiente spagnolo, l'Imām al-'Allamah Abu Muhammad 'Ali ibn Ahmad ibn Sa'īd ibn Hazm az-Zahiri riferģ con cura lo statuto di coloro che tralasciano il Giudizio di Allah ('azza waJalla) e l'enormitą di una tale azione:

"Allah ('azza waJalla) dice:

الْيَوْمَ أَكْمَلْتُ لَكُمْ دِينَكُمْ وَأَتْمَمْتُ عَلَيْكُمْ نِعْمَتِي وَرَضِيتُ لَكُمُ الْإِسْلَامَ دِينًا

…Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi č piaciuto darvi per religione l'Islām… (Corano V. Al-Mā'idah, 3)


Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) dice anche:

وَمَنْ يَبْتَغِ غَيْرَ الْإِسْلَامِ دِينًا فَلَنْ يُقْبَلَ مِنْهُ وَهُوَ فِي الْآَخِرَةِ مِنَ الْخَاسِرِينَ (85)

Chi vuole una religione diversa dall'Islām, il suo culto non sarą accettato, e nell'Altra vita sarą tra i perdenti (Corano III. Āl-'Imrān, 85)


Cosģ, chiunque sostenga che qualcosa dell'epoca del Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam) non sia pił valida, per ciņ che riguarda il giudizio, e che ciņ sia cambiato dopo la sua morte, ha gią scelto una religione diversa dall'Islām. Ciņ č dovuto al fatto che gli atti d'adorazione, il giudizio delle cose dichiarate harām e delle cose legiferate come halāl, e i verdetti della religione che esistevano al suo tempo (Pace e benedizioni di Allah su di lui), costituiscono l'Islām che Allah (subhānaHu waTa'ala) ha gradito per noi. E l'Islām non č nient'altro che questo.

Cosģ, chiunque tralasci uno qualsiasi di questi aspetti, ha semplicemente abbandonato l'Islām. E chiunque parli di una cosa diversa da ciņ, ha semplicemente parlato di qualcosa di diverso dall'Islām; non vi č alcun dubbio sul fatto che Allah ('azza waJalla) ci ha informati di tutto, e che Egli l'ha gią perfezionato (l'Islām).

Riguardo a chiunque pretenda che qualcosa del Corano o degli ahadīth sui quali dobbiamo basarci sia abrogato, e tale persona non presenti delle prove o un testo che abroghi il precedente, allora egli mente a proposito di Allah ('azza waJalla) e invita al rigetto della Shari'ah, alla da'wah di Iblīs (Shaytān) e pone ostacoli sulla Via di Allah – imploriamo il rifugio da ciņ presso Allah!

Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) dice:

إِنَّا نَحْنُ نَزَّلْنَا الذِّكْرَ وَإِنَّا لَهُ لَحَافِظُونَ (9)

Noi abbiamo fatto scendere il Monito (il Corano) e Noi ne siamo i custodi (Corano XV. Al-Hijr, 9)


Cosģ, chiunque sostenga che il Corano sia stato abrogato ha semplicemente detto una menzogna sul suo Signore, sostenendo in realtą che Allah ('azza waJalla) non abbia preservato il Corano dopo averlo rivelato".

Dobbiamo dunque comprendere da tutto ciņ che non abbiamo alcuna scusa e che non possiamo nascondere la miscredenza evidente di questi governanti che sono tra noi, i quali semplicemente non sopportano che nemmeno la pił piccola particella della Shari'ah venga applicata…
Réponse avec citation
Réponse

Outils de la discussion
Modes d'affichage

Rčgles de messages
Vous ne pouvez pas créer de nouvelles discussions
Vous ne pouvez pas envoyer des réponses
Vous ne pouvez pas envoyer des pičces jointes
Vous ne pouvez pas modifier vos messages

Les balises BB sont activées : oui
Les smileys sont activés : oui
La balise [IMG] est activée : oui
Le code HTML peut źtre employé : non
Trackbacks are oui
Pingbacks are oui
Refbacks are oui



Fuseau horaire GMT +1. Il est actuellement 12h33.


Édité par : vBulletin® version 3.7.3
Copyright ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Friendly URLs by vBSEO 3.1.0 ©2007, Crawlability, Inc. Tous droits réservés.
Version franēaise #17 par l'association vBulletin francophone