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| Rubrica in Italiano incha Allah in questa rubrica saranno postati tutte informazioni o sugetti in lingua italiana |
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بسم الله الرحمان الرحيم Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo L'Islâm ha reso obbligatorio per la musulmana il fatto di coprirsi i piedi? Il fatto di sapere se la donna musulmana debba o meno coprirsi i piedi è oggetto di opinioni divergenti da parte dei sapienti musulmani: A) Per ash-Shâfi'î, Ahmad (secondo una delle opinioni che sono riportate da lui), e altri sapienti (che Allah abbia misericordia di loro), i piedi della donna fanno parte di ciò che ella deve coprire quando compie la preghiera (salât) – anche se non vi sia nessuno (che possa vederla) -, così come quando si trova in presenza di uomini che non siano suo marito o i suoi parenti stretti (mahârim, parenti di grado impedente il matrimonio). B) Per Abû Hanîfa, Ath-Thawrî, Al-Muzanî (che Allah abbia misericordia di loro), i piedi non fanno parte di ciò che la donna è tenuta a coprire, né quando compie la preghiera, né quando si trova in presenza di uomini altri che suo marito e i suoi parenti stretti. C) Per Ibn Taymiyya (rahimahullah), la donna può lasciare i piedi scoperti quando compie la preghiera. Al contrario, deve coprire i piedi (così come il viso e le mani) quando si trova in presenza di uomini altri che suo marito e i suoi mahârim. Infatti, questa questione di sapere se la donna musulmana debba coprirsi i piedi deriva dalla questione di sapere se, nel versetto coranico وَلَا يُبْدِينَ زِينَتَهُنَّ إِلَّا مَا ظَهَرَ مِنْهَا …e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare… (Corano XXIV. An-Nûr, 31), i termini "se non quello che appare" includano i piedi, oltre al viso e alle mani, oppure no. Ora, vi è certo l'hadîth riportato da Abû Dâwûd, in cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse ad Asmâ' bint Abî Bakr (radiAllahu 'anhuma) che una donna pubere non doveva (dinanzi a uomini che non fossero suo marito o i suoi mahârim) lasciar apparire altro che il viso e le mani. Tuttavia, la catena di trasmissione dell'hadîth è debole (mursal). Ciò ha condotto i sapienti a sviluppare delle argomentazioni diverse a questo proposito: A) Ash-Shafi'î e Ahmad si sono basati sulle opinioni dei Compagni (radiAllahu 'anhum) che commentarono il versetto coranico "…e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare… ", dicendo che l'eccezione riguarda il viso e le mani. Inoltre, vi è un hadîth secondo cui – quando il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) proibì di lasciare strisciare i vestiti per terra, Umm Salama (radiAllahu 'anha) gli chiese come avrebbero dovuto fare le donne, ed egli rispose: "Lasceranno che i loro vestiti siano una spanna (più lunghi di quelli degli uomini)". Ella continuò: "Ma i loro piedi allora rimarranno scoperti!", ed egli (sallAllahu 'alayhi waSallam) concluse: "Lasceranno i loro vestiti essere un cubito (più lunghi), non di più" (riportato da Tirmidhî, n° 1415). Tutto ciò, affermano questi sapienti, conferma l'hadîth riportato da Abû Dâwûd a proposito di Asmâ', nonostante quest'ultimo possieda una catena di trasmissione debole (mursal). B) Abû Hanîfa, Ath-Thawrî, Al-Muzanî si sono da parte loro basati sulla dichiarazione di 'Aisha (radiAllahu 'anha), secondo cui l'eccezione presente nel versetto XXIV, 31 riguarderebbe sia il viso e le mani che i piedi (affermazione citata in Majmû'u fatâwâ Ibn Taymiyya, vol. 22, pag. 114-155). In quanto al dialogo di Umm Salama (che Allah sia soddisfatto di lei) col Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), ecco come lo spiega Abû Shuqqa, che condivide in questo caso l'opinione di Abû Hanîfa: se, in apparenza, in questo dialogo si parla del dovere – per la donna – di coprirsi i piedi, in verità – a ben guardare – viene spiegato invece che ella deve stare attenta a non lasciar scoprire i polpacci. Infatti, le donne, all'epoca, camminavano talvolta a piedi nudi, o calzavano sandali portati senza calzini. E si vestivano con abiti lunghi (izâr). Ora, non bisognava che, durante la marcia o un'altra attività, questo lungo vestito coprisse loro i piedi, altrimenti avrebbero potuto inciampare e cadere. Esse facevano dunque ricorso ad una specie di cintura (nitâq) per rialzare leggermente questo vestito. Tuttavia, era necessario che – nel momento in cui esse erano immobili – questo vestito coprisse i loro piedi. In caso contrario, se una volta immobili il vestito avesse lasciato scoperti i piedi, ciò avrebbe significato lasciar scoprire anche i polpacci durante la marcia. In effetti, come abbiamo visto, nessuna donna portava dei calzini. Per questa ragione Umm Salama (radiAllahu 'anah) disse che esse dovevano coprirsi i piedi. Abû Shuqqa ricorda anche un dialogo simile a quello di Umm Salama (radiAllahu 'anha), secondo cui, quando il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Le donne lasceranno che il loro abito sia una spanna (più lungo di quello degli uomini", 'Aisha (radiAllahu 'anha) notò: "Ma i loro polpacci resteranno allora scoperti!". Al che, egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: "Allora, un cubito (più lunghi)" (riportato da Ibn Mâja, n° 2884). Qui si tratta di polpacci, e non di piedi. Ash-Shawkânî e Abû Hayyân al-andalûsî, che sono dello stesso parere, ne spiegano l'esattezza a livello razionale dicendo che l'eccezione presente nel versetto XXIV, 31 riguarda ciò che la donna è portata a lasciar scoperto all'esterno della sua casa: il viso, perché può essere chiamata a testimoniare, le mani, perché ha bisogno di prendere delle cose… infine i piedi, perché deve camminare, dunque i piedi si scopriranno. C) In quanto a Ibn Taymiyya (rahimahullah), egli è dell'opinione di Abû Hanîfa, che è la più valida a livello degli argomenti addotti ("huwa-l-aqwâ")… ma secondo lui questa opinione sarà applicata soltanto per quanto riguarda il compimento della preghiera (salât), durante la quale la donna non sarà obbligata a coprirsi il viso, le mani e i piedi. Invece, nel momento in cui si trovi in presenza di uomini che non siano suo marito né i suoi parenti stretti (mahârim), Ibn Taymiyya è dell'opinione che debba coprirsi viso, mani e piedi. Infatti, questo sapiente ritiene che vi siano, per ciò che riguarda la donna, due "'awra", un' 'awra per la preghiera, e un'altra 'awra in presenza di uomini. Tuttavia, questa opinione delle due 'awra non è quella di altri sapienti, come As-Sarakhsî, Al-Marghînânî, Al-Jassâs, At-Tabarî, Al-Baghawî, Al-Qâdhî Ibn al-'Arabî, Ibn Rushd… Tutti questi sapienti ritengono che ciò che la donna deve coprire ('awra) durante il compimento della preghiera (salât) – anche se non vi sia nessuno – è la stessa cosa di ciò che deve coprire in presenza di uomini che non siano suo marito o i suoi mahârim (cfr. Tahrîru-l-Mar'a, vol. 4). waAllahu A'alam (e Allah è il Più Sapiente!) fonte: La Maison de l'Islâm jazakAllahu khayran al blog "L'Islâm c'est ma vie", di Habiba |
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