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بسم الله الرحمان الرحيم Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo FDAL HAJA LA MORTE E IL GIORNO DEL GIUDIZIO Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire, (solo) rimarrà il Volto del tuo Signore, pieno di Maestà e di Magnificenza (Corano LV. Ar-Rahmân, 26-27) INTRODUZIONE La durata di questo basso mondo è molto breve. Vi viviamo per un certo tempo, poi lo lasciamo. La scadenza della nostra vita è vicina. La vita di quaggiù non è in effetti che un passaggio in questo mondo in cui nulla è eterno e in cui le pene e i piaceri si susseguono. Allah (che Egli sia esaltato!) dice: Ogni anima gusterà la morte... (Corano III. Âl-‘Imrân, 185) Tutto ciò che è sulla terra è destinato a perire... (Corano LV. Ar-Rahmân, 26) La vita di quaggiù ci fa ridere e piangere. L’essere umano qualche volta è felice, qualche volta è triste. Il saggio è colui che comprende il valore e la realtà di questa vita. Ne beneficia e ne fa beneficiare i suoi simili. Fa provvista di pietà e di benevolenza per la vita futura. Benedetto sia chi crede in Allah, chi fa il bene e la cui condotta è irreprensibile. Il Musulmano deve prepararsi prima che la morte lo sorprenda, mentre rischia di essere assorbito dal vortice della vita. Quante persone si sono addormentate senza mai più svegliarsi? Quanti malati non si sono rimessi dalla loro malattia? Ogni esistenza ha un termine, che nessuno può posticipare, qualunque sia il suo potere, il suo sapere o la sua posizione sociale. Tutti gli uomini sono uguali davanti alla morte. Nessuna astuzia, nessuno stratagemma possono venire in aiuto agli esseri umani per sfuggire alla morte. Nessuno, malgrado le sue conoscenze e il suo potere, è in grado di colpire in un modo qualunque questa potenza che è la morte. Allah (che Egli sia esaltato) dice: e che in verità tutto conduce verso il tuo Signore (Corano LIII. An-Najm, 42) Ibn ‘Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Mi trovavo con il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui), quando arrivò uno dei Sahaba che gli chiese: «Oh Messaggero di Allah, qual è il migliore dei credenti?». Egli (sallAllahu ‘alayhi wasallam) rispose: «Colui che possiede le migliori qualità morali». Chiese ancora: «Qual è il credente più virtuoso?». Rispose (s): «Colui che si ricorda più spesso della morte e colui che si è meglio preparato a ciò che vi è dopo la morte. Ecco chi sono i virtuosi»”. Al-Qurtubi disse: “Colui che si ricorda spesso della morte sarà gratificato con tre qualità: la sollecitudine del pentimento, la tranquillità del cuore, l’intensa devozione. Mentre colui che dimentica la morte sarà castigato con tre calamità: il fatto di rimandare il pentimento, il non accontentarsi di ciò che gli basta per vivere e la diminuzione dell’adorazione”. E’ dovere di ogni credente reprimere le diverse tentazioni che incontra durante la vita ricordandosi del “distruttore dei piaceri”, cioè la morte. Sapendo che essa ci trarrà nell’abisso, non bisogna lasciarsi ingannare adducendo a pretesto il perdono e la misericordia, pur essendo coscienti di essere refrattari ai comandamenti di Allah (SWT) e ai Suoi divieti. Poiché molta gente ha lasciato questo basso mondo piena di speranza, ma senza aver compiuto azioni corrette e opere di bene. Ogni Musulmano ha la responsabilità di affermare il più presto possibile il proprio pentimento, di rinunciare ad ogni disobbedienza, anche la più piccola, di operare frequentemente il bene, di riflettere bene prima di agire. La salvezza nell’Altro mondo dipende dal livello della fede e delle opere pie. Poiché la vita presente è il dominio del lavoro, e l’Altra quello della ricompensa. Allah l’Altissimo dice: Affrettatevi al perdono del vostro Signore e al Giardino vasto come i cieli e la terra che è preparato per i timorati (Corano III. Âl-‘Imrân, 133) Partendo da questo versetto coranico, sappiamo che l’uomo è l’amministratore dell’ordine su questa terra, che Allah (SWT) ha messo a sua disposizione. L’ha incaricato di adorarLo senza nulla associarGli. Le sue azioni e le intenzioni che le animano determinano l’avvicinamento o l’allontanamento da Allah (SWT). Allah l’Altissimo dice: E quando il tuo Signore disse agli Angeli: “Porrò un vicario sulla terra”... (Corano II. Al-Baqara, 30) L’uomo è responsabile delle sue azioni e dovrà renderne conto al momento della sua morte e nel Giorno del Giudizio. InshaAllah scarica il testo completo in allegato |
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