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Vieux 10/05/2008, 16h00
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Date d'inscription: juillet 2007
Localisation: Dakar - Sénégal
Messages: 172
Par défaut Lettera a mio figlio

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo



Lettera a mio figlio
di Ibn al-Jawzî
(che Allah l'Altissimo abbia Misericordia di lui!)

Avvertenza

Il Sapiente, al-Hâfiz (colui che ha memorizzato tutto il Corano), al-Mufassir (il commentatore del Corano), al-Muhaddîth (il Sapiente nella scienza degli ahadîth), al-Wâ'iz (il predicatore) al-Mu'arrikh (lo storico) an-Nahwî (il grammatico), Jamâl ad-Dîn Abû al-Faraj Ibn al-Jawzî, originario di Wâsit, nacque nel 510 e morì nel 597 dell'Hijra.
Non bisogna confondere Ibn al-Jawzî con Ibn Qayyim al-Jawziya (che Allah abbia Misericordia di entrambi). Sono due Sapienti di epoche differenti. Ibn al-Jawzî nacque nel 510 e morì nel 595 H., mentre Ibn Qayyim al-Jawziya nacque nel 691 e morì nel 751 H. Hanno in comune la scuola della città di Wasit, chiamata "scuola del noce (al-Jawziya)".
Ibn al-Jawzî fu autore di un grande numero di opere riguardanti diverse discipline, tra cui ricordiamo: "Zâd al-masîr fi 'ilm at-tafsîr" (Commentario del Corano); "At-Tahqîq" (hadîth); "Al-wujûh wa-n-nathâ'ir" (grammatica); "Al-madhhab fi-l-madhhab" (giurisprudenza); "Al-Muntadhîm fi-t-târîkh" (storia); "Talbîs Iblîs" (morale).
Questo Sapiente è molto famoso per la sua memoria eccezionale e soprattutto per la predicazione e l'esortazione.



INTRODUZIONE
La Lode spetta ad Allah, Che ha creato di terra Âdam, il padre dell'umanità, poi ne ha estratto la discendenza da un luogo situato tra i reni e le costole.
Egli (SWT) ci ha fatto dono della conoscenza e della capacità di riconoscere ciò che è giusto. Ci ha accordato una buona educazione durante la nostra infanzia, e un'eccellente memoria nella nostra adolescenza. Ci ha gratificato di una discendenza dalla quale noi speriamo una retribuzione senza limiti.

O Signore, concedi a me e ad una parte della mia progenie di assolvere all'orazione. Esaudisci la mia preghiera, o Signor nostro! O Signor nostro, perdona a me, ai miei genitori e ai credenti, nel Giorno in cui si tireranno le somme. Corano XIV. Ibrâhîm, 40-41

Detto ciò, quando ho potuto scoprire l'importanza del matrimonio e il merito di avere dei figli, ho finito per chiedere ad Allah (SWT) di farmi grazia di dieci figli. La mia richiesta fu esaudita. Ho avuto cinque maschi e cinque femmine. Due delle figlie sono morte, e dei ragazzi, solo Abû-l-Qasîm è sopravvissuto. Ho dunque chiesto ad Allah l'Onnipotente di farne per me un erede pio, nel quale io possa riporre le mie speranze e ottenere la riuscita.

Dopo aver osservato in lui una certa mancanza di serietà nei confronti dello studio delle scienze religiose, ho finito per redigere questa lettera a lui rivolta, in cui lo esorto a studiare la scienza, lo incoraggio ad adottare la mia condotta nella sua acquisizione, e gli insegno a rifugiarsi, in caso di necessità, presso Colui che assiste (a Lui la purezza), sapendo perfettamente che nessuno può conoscere la defezione quando Egli lo assiste, o essere guidato quando Egli lo svia. Allah (SWT) dice:

…vicendevolmente si raccomandano la pietà e vicendevolmente si raccomandano la pazienza. Corano CIII. Al-'Asr, 3

Ricorda, ché il Ricordo è utile Corano LXXXVII. Al-A'lâ, 9

Non vi è potenza, né forza che in Allah, Elevato al di sopra di ogni imperfezione.



LETTERA A MIO FIGLIO

Sappi, figlio mio, possa Allah (SWT) assisterti, che l'essere umano non può discernere le cose per mezzo della ragione, se non quando si conforma alle esigenze di quest'ultima. Fai dunque appello alla tua ragione, rifletti bene e stai attento. Saprai con sicurezza che sei stato creato e caricato di responsabilità, e che dei doveri ti incombono.
Sappi anche che due angeli (che la pace sia su di loro) scrivono ogni tua parola e tuo sguardo. I passi che ti conducono al termine della vita sono contati. Il tuo soggiorno in questo mondo è breve. La detenzione nella tomba è lunga, e il castigo sarà terribile per aver dato la precedenza alle passioni. Dov'è il piacere di ieri? E' scomparso, non lasciando che rimpianto. Dov'è questo desiderio dell'essere? Gli curva la schiena e fa incespicare i suoi passi.
Non è felice se non colui che ha saputo far fronte alle sue passioni. Non è infelice se non colui che ha dato la sua preferenza a questo basso mondo. Considera ciò che è avvenuto dei re e degli asceti (zuhâd). Dove sono i piaceri degli uni e le pene degli altri? Non resta altro che un piacevole ricordo di gente virtuosa e dei propositi sgradevoli sui ribelli. E' come se colui che si è saziato non si fosse mai realmente saziato, e colui che ha avuto fame non avesse mai veramente conosciuto la fame...

InshaAllah scarica il testo completo in allegato...
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